Un contest per Donna Flora

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    Donna Flora contest

    Capitano nella vita momenti in cui si ha meno tempo libero del solito, per mille motivi: lavoro, famiglia, casa, troppi interessi da seguire… a me da qualche mese capitano una serie di motivi che mi impediscono di essere presente come un tempo in Second Life.

    Non ne faccio un dramma, i mondi virtuali sono un ambiente molto interessante, con forti potenzialità artistiche e sociali,  dove incontrare persone interessanti, scambiare due chiacchiere, giocare, sognare o sperimentare, visitando “luoghi” e ammirando ciò che creatori di contenuti di tutto il mondo sono stati in grado di realizzare, sia che siano “professionisti” già affermati nel proprio campo (penso a persone come Luca Lisci, Marina Bellini o Mario Gerosa tra gli italiani), giovani emergenti (come l’artista parmense Nur Moo) o appassionati che hanno trovato grazie a queste piattaforme un nuovo modo per esprimere le proprie potenzialità latenti (e qui l’elenco sarebbe davvero troppo lungo).

    Contest Donna FloraNel poco tempo che riesco a dedicare in questo periodo a SL (o a qualche altra piattaforma come Inworldz o Stardoll) tendo a privilegiare le attività che posso seguire anche “fuori” dalla piattaforma attraverso l’utilizzo di altri media, dai gruppi su Facebook alla mia rubrica su Mondivirtuali, dalla community di appassionati di arte grafica digitale di Koinup.com a quella di Flickr.

    Proprio attraverso quest’ultima piattaforma ad esempio ho avuto di venire a conoscenza del contest Donna Flora Style organizzato dalla mia “sorella virtualeMimmi Boa assieme a SoloEvane Model Agency, Mimmi Boa Modeling Academy, Bestyle Magazine, Bestyle District Model Agency e ad Elegancia Passion, le cui “modelle digitali” si sono scatenate per realizzare immagini molto carine di abiti disegnati in questi anni da Squinternet Larnia (se volete questa è la mia immagine su Flickr e su Koinup).

    Perché ve ne parlo se il contest si è chiuso il 10 marzo? Anzitutto perché Squinternet (in una ragazza italiana di nome Giulia) l’ho conosciuta anni fa lavorando al Best of Italian e mi è sempre parsa molto creativa, poi perché come già Cajsa Lilliehook ha avuto modo di raccontare, Giulia sta combattendo contro una malattia che l’ha portata in ospedale per due mesi e anche se ora è a casa la ripresa è ancora lenta e ha bisogno di manifestazioni di stima e di affetto (e in questo Second Life è un mezzo valido quanto e più di altri per offrire un sostegno a persone in difficoltà, come ha dimostrato anche il recente evento di “Save Lapsus” organizzato da Alice Mastroianni, Tani Thor, Magicflute Oh e tanti altri utenti italiani a favore di Lapsus Weinstein, aka Danilo Curci).

    Ultimo motivo per cui vi parlo di come ho impiegato il poco tempo che posso dedicare in questo periodo alla mia presenza in SL è dovuto al fatto che mi sono resa conto di un fatto, magari evidente ai più ma che finora avevo sottovalutato: Second Life, si dice, resta una piattaforma troppo “sofisticata” per godere dei favori di una platea di centinaia di milioni di utenti.

    Probabilmente vero, ma in qualche caso la “colpa” è anche degli utenti “esperti” che non fanno abbastanza per renderne intuitivo l’uso. Mi spiego meglio: per trovare gli abiti, gioielli e accessori che ho usato per la foto avevo a disposizione una lista di possibili alternative. Bene, anzi male, visto che Squinternet ha creato tanto in questi anni e tanto espone nei sui negozi “in world” (ho evitato di usare Marketplace perché sono affezionata allo “shopping virtuale” in 3D), sicchè per trovare alcune delle alternative possibili, non tutte, ho impiegato alcune ore (circa 4 complessivamente).

    Donna Flora contest Certo, io ho perso un po’ l’abitudine, ma chi entra per le prime volte di sicuro non mette meno tempo di me ad orizzontarsi. Il problema non è di Squinternet ma del fatto che pressoché tutti i “negozi” virtuali ancora sono organizzati come lo erano nel 2005, con poche indicazioni chiare e decine o centinaia di contenuti uno accanto all’altro senza particolari suddivisioni (se non basilari: uomo/donna, capelli corti/lunghi, pelli chiare/scure), esposti in ambientazioni dove spesso l’elemento decorativo pesa più dell’informazione utile a cercare uno specifico item (intendo in senso letterale: ci sono troppi prims spesi per decorazioni, che creano lag, e troppo pochi investiti in cartelli esplicativi).  Ma provate a cercare che so capelli in base allo stile del taglio, o vestiti in base all’anno di creazione/collezione, o pelli in base all’età rappresentata o costumi goreani in base alla casta o al ruolo e così via, vi parrà un’impresa.

    E mentre io volevo comunque trovare oggetti specifici, un utente alle prime armi che ha solo una vaga idea di quello che gli piace e che sta cercando non credo sia disposto a investire altrettanto tempo, specie quando le alternative (dalla televisione ai videogame, da altre piattaforme 3D ai più celebri social network sul web) sono così facilmente a portata di mano o di click, per non dire della concorrenza da parte della “prima vita” che oltre a piacevoli alternative continua a proporci impegni e ostacoli di ogni tipo, come ovvio che sia.

    Insomma cari utenti, se trovate Second Life difficile, perché non provate a usare i molti strumenti che vi mette a disposizione per renderla più accessibile e “plain vanilla”? Magari vi divertirete di più, impiegando meno tempo e ottenendo maggiori soddisfazioni (eventualmente anche economiche, per chi è interessato), o no?