Marina Bellini non si arrende

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    Mic

    Marina Bellini Mexi LaneSic transeat gloria mundi, verrebbe da dire: come racconta Marina Bellini (aka Mexi Lane) sul proprio blogcon una semplice raccomandata, senza una spiegazione ufficiale da parte dei vertici, dopo tre anni e mezzo di lavoro e nel momento di maggiore successo, si è concluso il mio progetto Musei 2.0”, un progetto capace di dare visibilità internazionale al logo “Musei di Roma Capitale” grazie ad un’isola in Second Life (Mic, erede di un altro progetto imploso su se stesso, quello di Experience Italy) capace di attrarre sui 15-20 mila utenti al mese ma soprattutto di “estendere” la realtà di  mostre come Futurismo Manifesto 100×100 o In Quelle Trine Morbide piuttosto che Michelangelo Architetto a Roma, Il Bianco in Tavola o ancora In Nome della Rosa. Ma anche di portare artisti italiani ed esteri come Merlino Mayo piuttosto che Bryn Oh.

    Perché finisce Musei 2.0? Non perché si sia (ancora) chiuso un ciclo, semplicemente perché (come in altri casi) il committente, politico, ha ritenuto che non valesse la pena proseguire con l’investimento. E’ accaduto del resto alla stessa Bryn Oh  (che ha poi fatto ricorso in modo vincente al crowdfunding tramite il web), piuttosto che a Primtings che invece non ha saputo alla fine trovare uno sponsor in grado di garantirne la sopravvivenza nonostante l’interesse suscitato in questi anni. L’arte, si direbbe, resta ovunque nel mondo un discorso di nicchia e l’arte digitale, realizzata e presentata sui mondi virtuali, ancora più di nicchia, nonostante i risultati eccellenti già raggiunti (come dimostra l’esperienza di China Tracy, aka Cao Fei, con RMB City) nonostante gli evidenti limiti di una piattaforma che a distanza di un decennio dalla sua creazione resta fondamentalmente in fase beta per quanto in continuo aggiornamento (come si nota mettendo a confronto machinima o immagini realizzate nel corso anche solo degli ultimi 5-6 anni).

    Marina Bellini Mexi LaneEppure in Italia, dove l’arte e la cultura potrebbero dare lavoro a milioni di persone se adeguatamente valorizzate, conservate ed esposte (sia nella realtà fisica sia in quella digitale dal web ai social network fino ai mondi virtuali), vedere tanta ignoranza permeare il mondo politico fa male, perché significa se non altro non aver capito l’importanza di un asset che correttamente sfruttato potrebbe riaccendere i motori di un’economia che ormai fatica a ripartire anche e soprattutto per la mancanza di un adeguato modello culturale di riferimento (in ambito economico, politico e sociale, oltre che artistico). Così la fine di Musei 2.0 non mi pare sottintendere una valutazione negativa del rapporto costi/benefici o sarebbe stato possibile adottare decisioni simili a quelle di altri come Museo del Metaverso, partner di Mondivirtuali.it e Koinup.com nel progetto Virtual Diversity e che ha da poco concluso una lunga cavalcata in decine di sim con l’evento Art & Poetry, trasferitosi da tempo su Craft sostanzialmente per motivi di budget e di inadeguato supporto da parte di Linden Lab.

    O meglio pare la conferma di una valutazione molto modesta: se non generi risultati economici eclatanti o perlomeno un consistente potenziale “bacino di voti” (panem et circenses), non importa quali siano le tue competenze e quali risultati dal punto di vista culturale/comunicativo tu abbia prodotto, appena gira il vento vieni tagliato (è accaduto del resto anche a un programma come Passepartout di Philippe Daverio, le cui repliche vengono sfruttate ad libidum su Rai5 ma che da gennaio 2011 non produce alcun nuovo contenuto). E tuttavia Marina Bellini è tenace, è “martello” che sempre batte sull’incudine come lei stessa ha confermato, per cui eccola di nuovo in pista, pronta a rilanciare con un nuovo progetto maggiormente legato anche ai media tradizionali (la rivedremo in qualche modo anche sulla Rai?) per liberare Imagin@rium (un progetto la cui testimonianza trovate tanto sul blog di Marina quanto su Youtube) “dalla costrizione dei pixel” e far sì che possa “volare in spazi molto più vasti”.

    Spazi che ci auguriamo possano includere una collaborazione più intensa e costante con Mondivirtuali.it, per cui a noi non resta che fare i migliori “in bocca al lupo” a Marina e ricordarvi che potete seguirci anche attraverso i principali social network come Facebook e Twitter.