Linden Lab rileva Little Text People

Linden Lab rileva Little Text People

Richard EvansLinden Lab torna a fare shopping e annuncia l’acquisizione, per una somma che non è stata rivelata, di Little Text People, società britannica specializzata nello sviluppo di giochi caratterizzati da un’ampia interazione sociale fondata da Richard Evans (che vedete in un’immagine tratta da Wikipedia) e nel quale era approdata Emily Short (che vedete sotto nella foto di Ben Collins-Sussman).

La tecnologia “core” sviluppata da Little Text People è un simulatore in grado di ricreare comportamenti sociali e personalità individuali per i personaggi dei suoi giochi, così da arrivare ad un prodotto che assomigli più ad un racconto che non ad un film d’azione.

Rod Humble, Ceo di Linden Lab, preme dunque l’acceleratore nella direzione, preannunciata a inizio anno, di una maggiore diversificazione della gamma prodotti di Linden Lab, finora concentrata unicamente nella piattaforma di Second Life e infatti la nota ufficiale parla del lancio di “numerosi nuovi prodotti autonomi nel corso di quest’anno”, un qualcosa di diverso (e probabilmente pensato per dispositivi mobili) rispetto all’esperimento di Linden Realm in cui un nuovo gioco è stato introdotto all’interno del mondo virtuale di Linden Lab.

I curricula di Short e Evans sono di quelli “pesanti”: Short è una scrittrice che ha dato vita nel 2000 al gioco testuale Galatea, definito uno dei migliori giochi NPC (in cui i personaggi non sono mossi dal giocatore) di sempre, mentre Evans è uno sviluppatore noto per essere stato il responsabile per Electronic Arts/Maxis delle attività di sviluppo dell’intelligenza artificiale per The Sims 3 oltre che per Black & White, grazie al quale ha vinto numerosi riconoscimenti.

L’acquisizione sembra dunque confermare che Humble, dopo aver messo ordine nel giardino di casa Linden sta iniziando a guardarsi attorno per rafforzare la sua strategia di diversificazione, in modo da trovare nuove fonti di reddito e garantire un futuro alla società.

Second LifeUna società che peraltro resta redditizia (secondo varie stime dovrebbe aver chiuso il 2011 con un fatturato superiore ai 75 milioni di dollari e un utile di alcuni milioni) e dove, terminati alcuni “esperimenti del passato” che hanno lasciato perplessi gli stessi dipendenti, il focus è ora sullo sviluppo di nuovi prodotti in grado di connettere, intrattenere e meravigliare gli utenti e siano facili da usare.

Facebook e Zynga sembrano aver fatto scuola in questo senso, ma non è detto che per Second Life l’unica strada sia quella di una banalizzazione dell’esperienza degli utenti nel tentativo di ampliare la platea degli giocatori. Le competenze di Short ed Evans potrebbero portare a sviluppi interessanti anche per il mondo virtuale nel senso di maggiori funzionalità in campo educativo, di roleplaying e finanche in campo artistico, sempre che a Linden Lab interessi (e dunque convenga, sotto il profilo economico) continuare a spingere l’utilizzo di Second Life in questi ambiti.

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