25 anni di Pixar

25 anni di Pixar

Dal 23 novembre e fino al prossimo 14 febbraio prossimo è in corso a Milano, presso il Padiglione di arte contemporanea (Pac) la mostra “Pixar, 25 anni di animazione”, dedicata al primo quarto di secolo dell’omonima società d’animazione che bambini e ragazzi di tutto il mondo conoscono per aver realizzato film quali Cars, Toy Story, Alla ricerca di Nemo, Wall.e, Ratatouille e decine di altri.

john lasseterLa mostra fin dallo scorso anno ha già girato mezzo mondo dagli Stati Uniti al Giappone, passando per il Messico, l’Australia, Taiwan e Singapore, Hong Kong e Cina, fino a sbarcare in Europa (è già stata allestita a Londra, Edimburgo ed Helsinki) e può essere l’occasione per vedere da vicino oltre 500 opere, dal primo lungometraggio Luxo Jr. (1986) sino a Cars 2 (2011) e ad un’anticipazione di Brave (ultimo film realizzato, la cui uscita nelle sale è prevista l’anno venturo e di cui vedete qui un’anteprima).

L’allestimento della tappa italiana è stato curato da Maria Grazia Mattei, giornalista, esperta di nuove tecnologie della comunicazione, fondatore di MGM Digital Communication: la mostra è divisa in quattro sezioni (personaggi, storie, mondi e digital convergence) che consentono allo spettatore di vedere come a partire dai primi schizzi a matita si ottenga il prodotto digitale finito attraverso l’esposizione di immagini, disegni, sculture e colorscript. Sono poi presenti due speciali installazioni (Artscape e Zoetrope), che utilizzando la tecnologia digitale fanno rivivere le opere esposte nel percorso espositivo, progettato dall’architetto Fabio Fornasari, un nome che Mondivirtuali.it conosce bene essendo presente dal 2008 in Second Life (come Asian Lednev) ed stato l’ideatore, tra l’altro, della Torre di Asian, già presentata anche ad Ars in Ara, piuttosto che di NeoKublai (nata nell’ambito di una collaborazione con la comunità di creativi di Kublai).

Ma al di là dei riferimenti italiani e “secondlifeiani” la mostra è certamente godibile e interessante in sé, offrendo uno spaccato della storia di Pixel, società nata nel dall’incontro di John Lasseter (già tra gli animatori della Walt Disney Company) con George Lucas (produttore di film quali American Graffiti, il ciclo di Guerre Stellari e quello dedicato alle avventure dell’archeologo-avventuriero Indiana Jones). Lucas, che nel 2009 consegnò allo stesso Lasseter il Leone d’Oro alla carriera tributatogli della Mostra del Cinema di Venezia, cedette nel 1986 per 10 milioni di dollari le attività di animazione digitale a Steve Jobs (in quel momento uscito temporaneamente di scena da Apple) che diede così vita a Pixar. Un buona affare visto che esattamente 20 anni dopo, nel 2006, la stessa Walt Disney Company ha acquistato Pixar (che per Disney aveva già creato per anni film d’animazione come Toy Story) per  7,4 miliardi di dollari.

Per tutti coloro che amano l’arte digitale e pensano che anche i film d’animazione (digitali o meno che siano) rappresentino una forma di espressione artistica, vale sicuramente la pena di fare una visita al Pac; se poi andrete in compagnia dei vostri figli potreste avere una buona scusa per lasciare da parte i discorsi troppo seri dei “grandi” e tornare voi stessi bambini. Che state aspettando? Se volete i biglietti potete già acquistarli qui.

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4 Comments

  • […] dal 3D, questi ultimi si sono rapidamente adattati grazie all’opera di colossi come Disney e Pixar, dando origine a produzioni che spesso si sono intrecciate con quelle dei videogiochi e consentendo […]

  • […] disneyani, specie dopo l’acquisizione da parte del gruppo Disney dei diritti sui personaggi Pixar, di quelli di Guerre Stellari e dei supereroi […]

  • […] Disney characters, especially after the acquisition by the Disney group, of the rights to the Pixar characters, of those of Star Wars saga and of Marvel […]

  • […] film d’animazione e migliore colonna sonora), è tra le pellicole più riuscite della Disney-Pixar, una storia romantica amata dagli spettatori di mezzo mondo che oltre alla bellezza della grafica […]

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