Duran Duran sul palco, con un poco di SL

Duran Duran sul palco, con un poco di SL

Noi, che negli anni Ottanta ci dividevamo tra fan dei Duran Duran e supporter degli Spandau Ballet… No, non voglio farvi una lista nostalgica di gruppi musicali, film, squadre di calcio e raccolte di figurine o giocattoli che hanno allietato la mia gioventù, ma segnalare come i Duran Duran, formatisi nel 1978 e reso famoso dalla formazione che vedeva impegnati Nick Rhodes, John Taylor, Roger Taylor, Andy Taylor (nessuno dei Taylor è parente) e Simon Le Bon, sono nuovamente in giro per il mondo per promuovere il loro ultimo disco, “All You Need Is Now” (tredicesimo album da studio) oltre che la raccolta “Planet Heart” contenente  14 tracce (5 in più dell’album originale uscito 30 anni or sono).

Duran Duran e Second Life

Duran Duran Nokia Theater 2011Che c’entra questo con i mondi virtuali? C’entra perché i Duran Duran, che negli anni ’80 furono famosi per video quali Girls on Film, Save a Prayer, Wild Boys o The Reflex, hanno presentato sul palco del Nokia Theatre di Los Angeles il 27 settembre scorso un mix di nuove canzoni e vecchi successi coadiuvati da schermi giganti su cui scorrevano immagini del Sinner or Saint Party svoltosi presso l’isola dei Duran Duran in Second Life (party di cui potete vedere un ulteriore machinima qui), come testimonia un video presente su Youtube.

Mischiare Second Life e realtà

Il che, come notano alcuni, è un uso intelligente anche se non particolarmente rivoluzionario dei mondi virtuali (ricordo di aver parlato già in passato di un progetto molto simile che avrebbe dovuto coinvolgere alcune discoteche italiane con l’amico Colpo Wrexler, builder e proprietario di Itland e di Digital Cult Lifestyle), ossia come piattaforme attraverso le quali creare contenuti che possono essere integrati in show (reali o virtuali che siano) destinati ad un vasto pubblico.

Pubblico che spesso neppure sa che si tratta di filmati realizzati in Second Life piuttosto che in su qualche altra piattaforma, ma non importa: quel che conta è che l’idea di mondi virtuali come strumento di lavoro per realizzare contenuti di qualità stia iniziando a farsi strada, dai festival come Sundance ai concerti di musica pop, dalle sfilate di moda alle discoteche.

Related Articles