Bryn Oh al Mic

Bryn Oh al Mic

Bryn Oh at Mic

E’ in corso fino al 12 ottobre 2011 presso l’isola di Mic (Musei in Comune Roma) l’istallazione artistica “Family Unit” dell’artista canadese nota in Second Life come Bryn Oh, di cui ha avuto modo di parlare anche l’edizione italiana di Vogue in un articolo di Simona Lamonaca in cui si ricorda come Bryn (in RL una pittrice di Toronto) abbia da poco ottenuto una borsa di studio dal governo canadese finalizzata alla prosecuzione del suo percorso artistico “virtuale” già noto al grande pubblico grazie ai successi di installazioni come Immersiva e Anna’s Many Murders di cui Mondivirtuali.it vi ha parlato.

Personalmene ritengo Bryn una delle artiste più interessanti tra quelle che ancora utilizzano la piattaforma digitale della Linden Lab, come mi conferma anche questa installazione in cui l’artista sembra utilizzare un tocco più delicato e “intimista” del solito, forse per via del tema, la propria famiglia. Lei stessa nel suo blog Bryn spiega: “E’ stata una sfida interessante realizzare una installazione per Musei in Comune Roma perché doveva essere basata più attorno ad un machimina della realizzazione che non la stessa installazione in 3D in world”.

Bryn Oh at MicBryn Oh aggiunge che molti dei suoi lavori sono realizzati per sfruttare l’esperienza della navigazione in uno spazio tridimensionale e che un machinima ha solitamente lo scopo di catalogarli o narrarne la creazione. “Così questa installazione è un ibrido di qualcosa che il residente del mondo virtuale, che godrà la libera esplorazione (dell’installazione) insieme all’importanza di essere stata composta per l’esposizione RL del (relativo) machinima nel museo”. L’arte digitale esce dunque dalla piattaforma proprietaria della Linden Lab e diventa un’installazione reale, proseguendo un discorso interattivo che ha accompagnato tutte le installazioni e mostre organizzate in questi anni prima presso Experience Italy e poi al Mic dal team di Mexi Lane (aka Marina Bellini).

Un’installazione ancora una volta molto interessante che vi consiglio di visitare, con un piccolo “aiuto”: se volete scoprire tutti i parenti di Bryn è di arrivare fino in fondo al percorso espositivo, attraversando il tunnel alla cui estremità si intravede una luce e, stando attenti a non cadere, proseguire in bilico verso il cielo fino a giungere a una sorta di “paradiso virtuale” in cui l’artista canadese ha collocato la rappresentazione dei suoi nonni mentre ascoltano alla radio la voce di George Bernard Show. Ulteriore conferma della capacità del mezzo elettronico di suscitare emozioni nell’artista che lo sa utilizzare (e in coloro che ne sanno ammirare il risultato) al pari di altri “medium” come il marmo, la tela o la pellicola cinematografica. Per visitare la mostra, eccovi un comodo “teleport“:

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