La seconda SL di Matilde

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    Matilde Malaspina

    Matilde MalaspinaA volte ritornano: una delle possibilità dei mondi virtuali è quella di costruire una molteplicità di identità fittizie, non necessariamente a fini di frode o per prendersi gioco di altri utenti come generalmente si teme possa accadere. Spesso la decisione di crearsi un “alt” o “alias” che dir si voglia è legata al desiderio di continuare a sperimentare nuove attività, visitare nuove land, dedicarsi ad esperienze che non sarebbero condivisibili con i nostri usuali contatti. E’ quanto è capitato nel 2010 ad una persona che in Second Life aveva saputo inventarsi in poco tempo un personaggio tra i più noti della comunità italiana tra il 2006 e il 2009 ma che poi per motivi personali aveva dovuto abbandonare la piattaforma virtuale della Linden Lab per molti mesi.

    Matilde Malaspina in GoldTornata “in incognito”, questa persona ha dimostrato nuovamente il suo talento diventando in poco tempo una delle designer di maggiore fama tra coloro in particolare che realizzavano costumi per giochi di ruolo ambientati nel settecento europeo. “Per pura curiosità con il mio nuovo avatar mi capitò di visitare la riproduzione in Second Life di Versailles, da lì è iniziato tutto, con un pessimo inglese che nel giro di 3 mesi si è modificato in un inglese discreto, tanto non essere riconosciuta nemmeno da chi usualmente mi frequentava in precedenza”, spiega la nostra amica a Mondivirtuali.it. “Per ragioni di Gdr in cui avevo iniziato interpretando la parte di una marchesa mi sono trovata spostata, con una cerimonia incredibile (realistica e con abiti da sogno), con un conte e così la mia posizione sociale “si è elevata” fino a diventare parte vera e propria della corte francese come Poison Seerose Contessa di Montemar (alias Matilde Malaspina). Il conte di Montemar, uno spagnolo molto simpatico, per ragioni personali ha poi abbandonato SL, lasciandomi per così dire “vedova” e da li è nata l’idea di creare un atellier per passare il tempo, così mi sono riscoperta come stilista con l’aiuto , niente meno che di NonnaHedges” (da anni una delle stiliste più note a livello internazionale in Second Life, LmS).

    Matilde Malaspina in RedDopo qualche tempo, anche perché la mia RL si era fatta frenetica e avevo vissuto delle situazioni personali molto difficili, mi resi conto però che ormai SL non faceva più per me: l’entusiasmo dei primi tempi non c’era più, SL era sempre vuota, molti negozi avevano chiuso e molti se ne erano andati, SL esisteva solo per quei pochi che ancora ci credevano o meglio che volevano crederci, non c’era più il gusto della scoperta, solo “alt” di vecchie conoscenze, insomma burattini di burattini, maschere inutili ormai. E così pur lasciando il mio avatar in vita ho lasciato tutto e chiuso i miei negozi, “Sense and Sensibility atelier” ha detto stop. Molte sono state le mie creazioni e ho ancora soldi da scaricare, ma alla fine ho capito che seppur brutta, dolorosa la vita, quella vera, rimane l’unica cosa da conservare sempre”.

    Rimpianti? No: Ritengo che Second Life sia un gioco, ora lo posso dire, un gioco di ruoli: siamo tutti attori e molti sono pessimi attori. Ecco cosa mi ha annoiato: fingere di essere me stessa facendo credere di non esserlo, nascondendomi dietro un bamboccio come hanno fatto in molti. Molti invece hanno usato un essenza fittizia per rendere la loro incapacità sociale meno pressante e magari ci sono anche riusciti, molti continuano a difendere a spada tratta un vita che non è vita. Io no, io ero e sarò sempre me stessa e il primo “personaggio” che ho creato. Non lo negherò mai, non ho rimpianti per quello che sono stata se non un solo: quello di confondere realtà con finzione. Non accadrà più”.