Second Life non è morta

Second Life non è morta

Dover scrivere del perché in Italia sia scemato l’interesse per i mondi virtuali e per Second Life in particolare a causa di un articolo, l’ennesimo, approssimativo, articolo (non me ne voglia la collega giornalista) apparso sul sito di Vogue (qui) è francamente deprimente dopo oltre quattro anni di utilizzo di Second Life ed esplorazione dei mondi virtuali per interesse personale, professionale e per il lavoro di editor di SLnn.it prima e Mondivirtuali.it poi.

Sito che nel frattempo è nuovamente salito al primo posto tra quelli italiani che si occupano di questo argomento, con il maggior numero di pagine viste per lettore, il maggior numero di visite assolute e il più elevato tempo di permanenza (vedi grafico) rispetto a tutti i diretti competitor (con l’eccezione di Koinup.com che però pur essendo un progetto italiano è una comunità online che raccoglie contenuti da parte di utenti di tutto il mondo).Mondivirtuali.it on Alexa

Eppure le reazioni indignate, che ho già visto tante altre volte in circostanze del tutto analoghe in anni precedenti, questa volta hanno prodotto oltre a un fiume di commenti sul sito di Vogue anche a una “riunione di zombie” come scherzosamente ma non troppo qualcuno ha voluto definire l’assemblea convocata da Marina Bellini (aka Mexi Lane) presso la land di MiC nella tarda serata di ieri.

Una riunione in cui hanno parlato molti dei circa 80 avatar presenti (che con gli attuali limiti della tecnologia made in Linden Lab vuol dire sfiorare il tutto esaurito in una land), esprimendo valutazioni condivisibili, difese appassionate del mezzo e delle esperienze realizzate, critiche sensate e qualche suggerimento valido. Di tutto questo trovate una testimonianza filmata da Margye Ryba (aka Carmen Auletta, vi abbiamo parlato di lei qui), a questo indirizzo.

Per riassumere il tutto: per far capire che SL non è morta e si continua a usarla per esperienze interessanti occorrerebbe da un lato una maggiore competenza di chi la vuole utilizzare in modo professionale (e invece ancora troppo spesso lo fa a livello hobbistico), una cultura più attenta alle nuove tecnologie (che in Italia spesso manca) oltre che all’arte e alla cultura stessa in senso lato, infine la possibilità (o meglio volontà) di condividere annunci, eventi, esperienze, in modo diffuso su tutti i mezzi a disposizione (siti web, canali video, blog, profili e fanpage su social network come Facebook e così via).

Marina Bellini Mexi LaneIl che farebbe probabilmente ritrovare anche quel senso di comunità che tanto viene apprezzato da chi vuole poter utilizzare Second Life per svago senza dover diventare per forza esperto di qualcosa.

Tutto bello e tutto giusto, ma  sono purtroppo sicuro che nulla cambierà: la stampa italiana ha difetti che vanno ben oltre l’incapacità di parlare correttamente di Second Life; Linden Lab ha preso una serie di decisioni (dall’aumento dei costi alla chiusura di Second Life Enterprise sino al mancato sviluppo di obiettivi e regole di gioco per chi apprezza il lato ludico della piattaforma) che vanno ben oltre la possibilità degli utenti italiani di protestare o reagire ad esse; gli utenti italiani medesimi continuano ad essere fortemente autoreferenziali e non riescono a far percepire una vera motivazione all’utilizzo di questo mezzo a chi non lo utilizza già.

Mondivirtuali.it è da sempre a disposizione per dare visibilità a tutti voi (con articoli o spazi pubblicitari), compatibilmente col tempo a mia disposizione, con la sovrapposizione di eventi di diversa natura e importanza a livello nazionale e internazionale (in SL, nei mondi virtuali e in RL), nonché col budget mio e vostro (mantenere questo sito, come qualsiasi progetto professionale, costa tempo e risorse economiche e dunque occorre trovare una remunerazione).mondivirtuali fanpage on FB

Alla fine è tutto qui: siete (siamo) disposti a investire tempo e denaro per questo strumento e queste attività? Avete (abbiamo) le competenze per utilizzarlo al meglio e per farlo conoscere a chi non lo utilizza? Siete (siamo) disposti a “fare comunità” come già accade all’estero? Se sì parleremo ancora a lungo di Second Life e di tutte le piattaforme alternative presenti e future, se no… pace e bene.

Buona giornata, corro a scrivere a pagamento, dovendo ancora lavorare per vivere, se volete aggiungere o precisare meglio, inserite i vostri commenti (e date il “like” ossia registratevi sulla nostra pagina su Facebook, grazie).

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3 Comments

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    AlizaKaru , Mag 6, 2011 @ 9:58

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    …in pieno ciò che dici, da una parte i Linden e le loro scelte (mha) e dall'altra sopratutto la cultura molo autoreferenziale degli italiani, che spesso non solo non riesco a far capire da una parte, ma sopratutto dall'altra hanno i paraocchi e magari capiscono pure, ma preferiscono continuare ad usare i soliti mezzi di comunicazione, rimanendo indietro rispetto all'Europa e al mondo. ma tanto è, sta a noi cambiare le cose (o almeno ci proviamo), ovviamente senza stare a fare proteste inutili ma rimboccandosi le maniche 🙂

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    Kerubina McMillan , Mag 6, 2011 @ 14:14

    non tutti i mali vengono per nuocere

    a dirla tutta lo struggente articolo di vogue io lo apprezzo ^_^ fa rosicare un pò le chiappette di chi ha una vita virtuale piena e si sente dire che è defunto però diciamola tutta è una bella pubblicità anche perchè con tutti quei commenti a qualcuno la curiosità di entrare o rientrare gli viene 🙂 

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