Paola Mills: sensuali solitudini

    by -
    Paola Mills cover

    Avete mai la sensazione di conoscere da sempre una persona? A me è capitato con Paola Mills graphic dreamer italiana che ero certa di avervi già segnalato da tempo. Invece no, anche se ammiro i suoi lavori da molto tempo non ve ne ho mai parlato.

    Paola MillsRimedio subito: Paola entrò in Second Life per interesse professionale (in RL lavora presso un’azienda di telecomunicazioni, come spiegò in una intervista sul blog di Alice Mastroianni) ma vi rimase per proprio interesse e passione. Agli inizi, per sua stessa ammissione, Paola realizzava immagini a colori “solo per il gusto di fermare una conoscenza, una serata” e, aggiungo io, per il gusto di catturare ricordi di ciò che andava scoprendo nel vasto mondo virtuale di Second Life.

    Paola Mills, il periodo in bianco&nero

    Paola MillsDelusa dall’esperienza “sociale” del mondo virtuale della Linden Lab Paola ha preferito isolarsi e compiere un’esperienza solitaria che l’ha portata a optare per il bianco e nero “come unico mezzo per cercare di catturare l’emozione, il dolore a volte qualche gioia”. Immagini certamente più “pensate” delle prime, ma che riescono ad apparire molto naturali, espressive e sensuali. Perché anche Paola, come altre graphic dreamer, sa miscelare l’eleganza alla sensualità, senza mai cadere nella volgarità o nella banalità.

    Così se già potevo apprezzare immagini come Obscurum 10, tratta da una serie di scatti ambientati nella fantatica e purtroppo ormai scomparsa sim di Templum ex Obscurum, molto “pop” ma con sfumature gotiche, se non potevo non sorridere di fronte a Divas mon amour, che ritrae Paola in un “tet-a-tet” con una mia carissima amica, Divas Babenco, è col passaggio al bianco e nero che Paola raggiunge a mio avviso una piena maturità espressiva.

    La maturità provocante di Paola

    Paola MillsUna maturità non immediata, se è vero che Roan 22 è un’immagine intrigante ma ancora troppo ridondante di elementi, ma raggiunta con un lavoro di progressivo affinamento stilistico (che prosegue parallelamente anche per le immagini a colori, come in Noir Light) che permette a Paola da un lato di spogliare le protagoniste dei suoi scatti per creare immagini volutamente “provocanti” come Nicole o Native dall’altro di spogliare le sue stesse immagini del superfluo, concentrando l’attenzione dello spettatore sul punto focale di ogni immagine. Raggiungendo risultati eccellenti con opere come Puppet, Lin, o le recenti Brunilde, Wunderlich e Rebecca. Ma seguite il mio consiglio: date sempre un’occhio alla produzione di Paola, perchè è in costante divenire e sempre piacevole.