Arrivederci Alipia Rossini

Arrivederci Alipia Rossini

Proseguiamo la nostra chiacchierata sui Gdr con Alipia Rossini, terminando quanto iniziato l’articolo precedente.

Lukemary Slade: Alipia, ci stavi parlando di come sia difficile interpretare un Drow…

Alipia e Veronika nel tempioAlipia Rossini: Sì, ci tengo a spiegare il perché, così che si capisca che quanto dico non vuole essere una critica ma solo una riflessione. Tutte le razze di Faerun (il continente del pianeta Toril in cui si svolgono le vicende di Dungeons & Dragons) sono costituite da pagani e nel loro mondo gli Dei spesso intervengono nelle vicende dei mortali.

E’ quindi difficile ruolare tali personaggi simile assieme ad altri che hanno basi nelle tradizioni cistiane, quali diavoli, angeli, cavalieri templari, streghe etc. Per i Drow la situazione è anche peggiore in quanto tutte le femmine, classe dominante nelle loro società, sono fondamentalmente sacerdotesse. Fu così che pian piano, come accade nelle fiabe, io e quello che restava del mio clan ci siamo addormentati in attesa che accadesse qualcosa che ci richiamasse.

Questo fu quello che scrissi per raccontare giustificare la pausa temporanea dal gioco di ruolo: “Questo è ciò che videro quando Alipia andò via: arrivò un elfo luminoso e le diede la mano sorridendo, Alipia l’accettò e rispose al sorriso. La nebbia cominciò a salire e a quel punto arrivò un nano con elmo ed ascia, si inchinò lievemente alla Drow e le porse la mano; i tre si diressero verso il fitto della nebbia. A quel punto un halfing felice si unì al gruppo, quindi un barbaro, un paladino, un mago dalla tunica blu e un chierico umano. La nebbia, fu sempre più densa, ma nonostante tutto, si vide giungere un bardo, quindi un orco, un gigante, uno gnomo, un cavaliere con l’armatura scintillante ed un drago rosso. La nebbia divenne un bianco muro… ormai non si vedeva più nulla, ma il vento freddo del Nord prese a soffiare e nell’aria ormai ripulita non restava più nulla, solo una vecchia poesia che dolcemente si allontanava. Alipia Das sul mare dei pensieri ora naviga verso Nessun Posto… “.

In questa fase di pausa, quando entro “in word”, lo faccio per sentire gli amici, per costruire e per interpretare personaggi casuali, perché, alla fin dei conti, ruolare è pur sempre una cosa molto divertente. Sottolineo che non ho smesso di ruolare ed il mio clan non è morto; presto ritorneremo in campo.

L.S.: Pensi che le piattaforme digitali in 3D abbiano un futuro come mezzo di intrattenimento o di espressione artistica o di comunicazione? O quale altro?

VeronikaA.R.: A mio parere in potenza le piattaforme 3D potevano sostituire il web. A che serve un sito nel web quando puoi avere una land e tutti possono accedervi per visitarla? Documenti, contenuti, applicazioni potevano essere in un edificio tridimensionale invece che su una pagina piatta. Si sarebbero aperte nuove possibilità di espressione per di contenuti multimediali con sviluppi inimmaginabili.

Oggi non saprei dire se fu l’attaccamento al soldo “qui e subito” tipico di Linden Lab o la poca fantasia degli utenti che pensavano a comprarsi terre soltanto per metterci su una casetta e poi annoiarsi lì, ma quello che è certo è che tutto questo non avvenne. SL restò chiusa in difesa, nacquero altre piattaforme ma nessuna così aperta da potersi sostituire ad internet. In ogni caso sono fermamente convinta che il futuro sarà quello della navigazione in 3D e che la Linden ha perso l’occasione di fare quello che probabilmente realizzeranno i signori della Microsoft o i liberi pensatori di Linux.

Detto questo, per ora Second Life è un gioco di ruolo con forti implicazioni emotive (le turbolente storie d’amore di SL, con relativi strascichi in RL, sono leggendarie), un posto dove esprimere la propria creatività ed una chat con tanto di voice. E’ più di qualsiasi MMORPG esistente, che di solito è limitato al semplice gioco, ma meno di quello che avrebbe potuto essere, purtroppo.

L.S.: Una riflessione ripensando a questi ultimi anni e un augurio per il futuro.

A.R.: Guardando indietro mi rendo conto che SL è stato una gran fonte di divertimento ed uno strumento di crescita personale. Io ho potuto materializzare Alipia e Nutte, farle parlare e studiandole studiarmi, ho incontrato molte persone e le ho conosciute, forse, meglio di come le avrei conosciute incontrandole in RL in quanto nel mondo virtuale, protetta da una maschera, la gente può essere veramente se stessa senza timori. Per quanto riguarda la popolazione del mondo virtuale, credo sia migliorata come qualità, almeno in media (se pensate che appena entrata la frase con cui venivo generalmente salutata era “wanna fuck?”). Molti abitanti del mondo virtuale hanno visto i limiti di SL senza vederne l’estensione per cui se ne sono andati via annoiati.

Coloro che hanno trovato un ruolo “in word” sono rimasti (builder, scripter, ma anche organizzatori di eventi, fotografi, artisti, sino ai giocatori di ruolo). Il rovescio della medaglia è che la popolazione è drasticamente calata e ora le land si disputano gli accessi in modo feroce e spesso non del tutto onesto. Cosa mi auguro? Non saprei: credo che Linden Lab abbia ormai “perso il treno” e non so se le altre piattaforme riusciranno ad evolversi nel modo in cui teorizzavo prima. Ecco, mi auguro che gli utenti di SL riescano a sfruttare questo mondo virtuale al meglio, come mezzo di crescita, o per sfogare il proprio “gene creativo”, o anche per vivere fantastiche avventure fuori dal grigiore della vita reale. Aluvè a tutti.

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