Virtualmente su Marte

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    Mars 500 walking

    Mars 500 walkingVirtualità è una parola che non deve evocare unicamente mondi fantastici utilizzati per scopi ludici (come solitamente capita quando si parla, ad esempio, del più famoso di essi, Second Life), quanto un insieme di tecnologie utilizzate da anni negli ambiti più diversi, dalla difesa all’aeronautica, per testare situazioni estreme senza esporre gli utenti a rischi potenzialmente mortali.

    E’ il caso della missione simulata Mars 500, l’esperimento di confinamento prolungato degli astronauti, organizzato dall’Ente spaziale russo e dell’Esa (l’Agenzia spaziale europea) destinato a riprodurre in tutto e per tutto la missione spaziale verso Marte (idealmente programmata per il 2020), partito il 3 giugno scorso e che oggi ha visto tre dei sei membri dell’equipaggio, tra cui l’italo-colombiano Diego Urbina, staccatisi sabato 12 febbraio dalla navicella madre per scendere su Marte con un apposito modulo spaziale (il Mars Lander), compiere la prima “passeggiata virtuale” sul pianeta rosso (che potete vedere in queste immagini di ESA / IPMB, una seconda passeggiata è prevista tra due giorni).

    In tutto i tre astronauti (oltre a Urbina sono presenti il russo Alexandr Smoleevskiy e il cinese Wang Yue) si “fermeranno” su Marte per un mese, prima di ricongiungersi ai 3 colleghi “in orbita” e affrontare i 240 giorni del viaggio di ritorno sulla Terra. Decisamente un’esperienza di “realtà virtuale” molto diversa da quella alla quale si pensa quando si parla di mondi virtuali e la mente corre subito agli avatar di Second Life, ma che conferma come queste tecnologie siano tutto meno che un qualcosa di effimero e che pertanto Mondivirtuali.it vuole continuare a indagare.