Dada cede Blogo a Populis

Dada cede Blogo a Populis

blogoQualcosa si muove nella blogsfera italiana: secondo quanto si legge in una nota congiunta, Dada, internet company fiorentina fondata da Paolo Barberis, tra l’altro proprietaria di siti come Splinder, Register.it, Supereva, Clarence e del canale digitale terrestre Play.me, controllata dal gruppo Rcs Mediagroup (che però pare intenzionato a cederne il controllo nel prossimo futuro) e l’irlandese Populis, gruppo che sta cercando di replicare in salsa europea il successo di “fabbriche di contenuti online” come Demand Media o Associated Content, hanno raggiunto un accordo per la cessione del 100% del network di blog verticali Blogo.it (di cui Dada aveva negli anni rilevato il 70% per complessivi 2,3 milioni di euro, il 30% essendo finora rimasto in mano a Marco e Francesco Magnocavallo, Luca Lizzeri e Filippo Bassoli, i soci fondatori), per un corrispettivo complessivo di 6 milioni di euro.

ADada conti fatti in meno di 4 anni Dada ha visto all’incirca raddoppiare il valore del suo capitale ed esce da un’attività che pur avendo registrato nel 2010 ricavi stimati in 2,1 milioni di euro dovrebbe aver segnato ancora una perdita operativa di circa 300 mila euro, mentre Populis mette le mani in un colpo solo su altri 45 blog e 250 blogger che lo scorso novembre hanno registrato 8,5 milioni di lettori unici mensili in Italia (11 milioni su scala globale, secondo Nielsen Site Census)  e rafforza così il suo business, fondato sulla pubblicazione di circa 15 mila articoli al mese diffusi attraverso una rete di 500 blog e preparati da un migliaio di blogger pagati pochi euro per articolo secondo il modello del “nanopublishing” che sembra riscuotere un crescente successo in America come in Europa (Italia compresa) ma sulla cui sostenibilità di fondo sono in molti a nutrire qualche dubbio, specie ora che Demand Media si prepara ad affrontare il giudizio del listino volendo sbarcare a Wall Street.

PopulisStessa destinazione, guarda caso, di altre “star” del web di quest’ultimo biennio come il creatore di social game Zynga (valutato attorno ai 5,8 miliardi di dollari al momento), il social network per professionisti LinkedIn (che varrebbe un paio di miliardi) e ovviamente Facebook (arrivato alla colossale valutazione di 50 miliardi di dollari e per molti destinato a sfiorare i 90 miliardi entro il prossimo anno quando si pensa possa debuttare sul listino americano). Numeri sempre più lontani dal mercato italiano, anche nel caso di aziende dinamiche come Dada, che ha preferito uscire con una buona plusvalenza e concentrarsi sulle sue attività principali. E, per inciso, sempre più distanti dalle valutazioni di Linden Lab, scese ormai attorno ai 220 milioni di dollari.

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