Stardoll cresce

Stardoll cresce

Stardoll Luciana PinazzoSe Second Life, mondo virtuale per utenti “adulti” e “esperti” per eccellenza (non tanto per via delle attività lussuriose che si praticano nel metaverso della Linden Lab quanto per le molteplici possibilità creative e l’assenza di una qualsivoglia trama di gioco, nonché l’uso di una grafica 3D sufficientemente evoluta e flessibile) è da tempo in una fase di sostanziale stasi da cui fatica a scuotersi, altre comunità virtuali dedicate a un pubblico più “teen” e dunque tendenzialmente meno complesse per i loro utenti paiono continuare ad aver un buon riscontro di pubblico.

Tra le comunità che ruotano attorno alla creazione di un avatar personale in grado di interagire con altri utenti creando reti di relazioni online, una delle più famose è senza dubbio la svedese Stardoll, che da poco tempo ha lanciato un revamping del proprio sito, ridisegnato per tener conto del fatto che rispetto all’età media di un anno fa, attorno ai 13 anni, al momento l’utenza ha un’età media di 15 anni.

Per chi non lo sapesse il nome originale di Stardoll era Paperdollheaven.com ed il sito (a differenza di Linden Lab, Stardoll insiste molto sul suo essere un sito e non qualcosa d’altro come un mondo virtuale) è iniziato come hobby di una ragazza scandinava Liisa ed era ispirata alla passione infantile per le bambole di carta che ha portato Liisa a disegnare bambole e relativi guardaroba anche sul web nella propria home page personale, divenuta nel 2004 il primo nucleo di quello che sarebbe poi diventato Paperdoll Heaven.

Stardoll Luciana PinazzoAvendo scelto fin dall’inizio di indirizzarsi a tutti quegli utenti non attratti dai giochi violenti, Stardoll ha rapidamente riscosso successo presso i genitori delle sue frequentatrici, evitando tutte quelle polemiche che hanno caratterizzato in questi anni Second Life.

Entrare in Stardoll è semplice: si imposta uno username e una password, ci si registra gratuitamente, si seleziona un avatar base (in grafica 2D) da personalizzare attraverso decine di possibili combinazioni di toni di pelle, tratti del volto, corporature, capigliature, occhi, o in alternativa se ne acquista uno già fatto, anche con le fattezze di una “celebrity” (ve ne sono da Lady Gaga a Jennyfer Lopez).

A quel punto avete creato la vostra “MeDoll” (nelle immagini di questo articolo vedete la versione MeDoll di Luciana Pinazzo, collaboratrice di Mondivirtuali.it, pochi minuti dopo l’iscrizione) e sarete nella vostra “suite” (ossia nella vostra pagina personale) che potrete arredare (in parte gratuitamente, in parte a pagamento), potete avviare il vostro Starblog, salvare immagini sul vostro album personale, entrare in un club o dare un party assieme ai vostri amici (ossia partecipare a una chat).

In più al momento del vostro primo ingresso riceverete 20 Stardollars in omaggio (molti accessori e arredi su Stardoll sono a pagamento), mentre altri potreste vincerne/guadagnarne partecipando a concorsi e votazioni varie oppure aprendo il vostro negozio di designer su Stardoll (potendo vendere così le vostre creazioni, ma dovendo aver effettuato l’iscrizione da “superstar” il cui costo varia dai 5,95 ai 3,95 dollari al mese a seconda della durata dell’iscrizione prescelta).

Dovendo giustificare non solo agli utenti ma ai loro genitori il costo di Stardoll, la società ricorda nel suo sito che “il funzionamento di Stardoll.com costa denaro. È necessario pagare costi di sviluppo, stipendi, il costo di nuovi server e altri oggetti. Per fare ciò è necessario far pagare alcune funzioni. Come nella vita reale, la maggior parte delle cose sono gratis, ma alcune sono a pagamento”.

Stardoll cover girlNel complesso il tutto funziona, visto che il ridisegno del sito è stato fatto pensando a come favorire una maggiore dinamicità ed esperienza sociale di una community che ormai ha superato i 68,7 milioni di iscritti, con un tempo medio di utilizzo di 17 minuti per utente al giorno e 8,7 milioni di pageviews mensili. Ad arricchire l’offerta di Stardoll, con il ridisegno del sito sono stati introdotti vari social games con cui guadagnare Stardollars ed è stata data più visibilità all’area eventi. Più che ottimista il ceo di Stardoll, Mattias Miksche, che in una nota spiega come gli utenti “stiano passando sempre più tempo su Stardoll e stiano crescendo con la piattaforma”. Un po’ quello che i loro più maturi concorrenti californiani stanno cercando di ottenere, senza apparente successo, da oltre un anno.

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2 Comments

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