Final Fantasy, il film

Final Fantasy, il film

Final Fantasy filmIn Rai a qualcuno piace manga (meglio, anime): dopo Ghost in the Shield, trasmesso lo scorso dicembre su Rai4 (ne parlammo qui), in questa fine giugno è in programmazione su Rai Movie un altro anime giapponese che si ricollega agli avatar, in questo caso non come tematica ma come tecnica produttiva, Final Fantasy.

Il film ha pochi punti in comune col gioco

Il film, datato 2001 e diretto da Hironobu Sakaguchi e Moto Sakakibara, prende nome dalla celeberrima saga di videogame ma non si rifà ad alcuno specifico episodio dei 13 capitoli finora prodotti da Square (dal 2003 Square Enix: http://it.wikipedia.org/wiki/Final_Fantasy), anche se alcuni appassionati notano punti in comune con l’episodio IX relativi al mito di Gaia, il pianeta vivente.

Per chi non conoscesse la trama di Final Fantasy, la vicenda è ambientata nel 2065, in una terra devastata e invasa da “phantom” alieni contro cui combattono alcune residue comunità di umani. Mentre i militari cercano una “soluzione definitiva” che prevede l’impiego della forza bruta (un nuovo cannone laser) gli scienziati ed in particolare il dott. Sid e la dottoressa Aki Ross cercano una cura (e alla fine in un modo alquanto sorprendente la trovano).

Se la pellicola ha suscitato più di una critica da parte dei fan del videogioco, perché ne stravolge la trama, la visione del film è altamente consigliata a chiunque immagini di girare un machinima o trovi interessante la cinematografia elettronica in 3D perché nonostante il passare degli anni la qualità degli avatar e delle ambientazioni realizzate è impressionante.

Le polemiche su Final Fantasy

Final Fantasy filmNon stupisce dunque che all’epoca si sia scatenata una furiosa polemica che vide alcuni noti attori di Hollywood tra cui la star Tom Hanks e il produttore George Lucas dichiarare che Aki Ross poteva creare un precedente pericoloso ove il personaggio fosse stato riutilizzato, come nei progetti della Square Pictures, per altre pellicole (in effetti lo fu ma solo una volta, all’interno di uno dei nove episodi di Animatrix prima di venir dimenticata) rubando il lavoro ad attori in carne e ossa.

Personalmente dubito che il rischio esista, essendo la gamma di espressioni che Aki mostra in Final Fantasy relativamente povera, ma certo per il prodotto medio dello star system hollywodiano di questi anni il confronto rischiava di diventare imbarazzante.

Chissà che in futuro non torneremo a vedere altri attori virtuali altrettanto intriganti ma con maggiore potenza espressiva ed impiegati su trame più interessanti. Magari in qualche modo legate come Ghost in the Shield (o nello stesso Avatar di James Cameron) al rapporto tra un avatar e il giocatore che lo anima, tema che in qualche modo ci ricorda quello del “doppio”, della scissione di personalità, ovvero l’ennesima variante del rapporto tra il dottor Jekyll e mister Hyde.

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