Mark Kingdom non è più M Linden

Mark Kingdom non è più M Linden

Mark Kingdom M LindenGiudicando ex-post, la prova della debolezza di Mark Kingdom (aka M Linden) è stata forse la decisione di licenziare 110 dipendenti di Linden Lab qualche settimana fa, di fatto azzerando l’ultimo anno di lavoro e rimettendo per l’ennesima volta in discussione quale che possa essere il destino dell’azienda californiana che ha creato e sviluppato il mondo virtuale di Second Life.

Ma dopo la cancellazione del suo discorso a SL7B (dove invece a inizio settimana ha parlato il redivivo fondatore, Philip Rosedale, aka Philip Linden), è stato chiaro a tutti che il regno di M Linden era ormai finito e che la società stava cercando un nuovo numero uno. Chi sarà è difficile dirlo adesso, visto che Philip Linden torna a sostituire M Linden con la carica di Ceo ad interim, ossia finché non si troverà qualcuno così coraggioso o folle da accettare l’incarico di numero uno.

Nel frattempo il comunicato ufficiale di “papà” Phil (http://blogs.secondlife.com/community/features/blog/2010/06/24/returning-to-the-lab) si parla della promozione di Bob Komin, entrato in Linden Lab lo scorso gennaio come Cfo (direttore finanziario, posizione che di solito è affidata a un uomo di fiducia da parte dei soci finanziatori) nove mesi dopo l’uscita di John Zdanowski (aka Zee Linden) e autore della strategia di cost cutting che ha consentito a Linden Lab di sopravvivere alla crisi economica (sia reale sia, evidentemente, virtuale dato il sostanziale insuccesso di Viewer2 come motore di una nuova crescita netta degli utenti).

Bob KominKomin è stato promosso a Coo (direttore operativo), dunque si occuperà della gestione giorno per giorno di Linden Lab, mentre Phil, che già in passato ha dimostrato di essere un “visionario” più che un manager, dovrebbe riportare il focus dell’azienda sullo sviluppo tecnologico e a livello di prodotto. Segno che a San Francisco sanno bene che ormai il vantaggio tecnologico sugli avversari (non solo i vari Blue Mars o Entropia, quanto soprattutto sulle future generazioni di console di Sony, Nintendo e Microsoft e sui loro approcci “ludici” ai mondi virtuali) era praticamente azzerato.

Il tam tam sul web ha subito fatto rimbalzare la notizia e ancora prima dell’annuncio ufficiale già Hamlet Au e Tateru Nino si chiedevano quali conseguenze la decisione (poi confermata) di allontanare Kingdom potrà portare. Da parte nostra ci pare che Linden Lab continui a procedere a tentoni e che non muti l’approccio ingegneristico, del resto ribadito da Phil lunedì quando è stato sostanzialmente chiesto agli utenti l’ennesimo atto di fede e pazienza nell’attesa che gli ingegneri californiani trovino qualche nuova meraviglia in grado di far ripartire la giostra.

Ma senza una storia da raccontare, uno story-telling in grado di far emozionare nuovamente centinaia di migliaia di nuovi utenti, possibilmente senza scoraggiare i vecchi come invece accaduto di recente, non basteranno gli auspici di Phil perché la macchina si rimetta in movimento. Con tutto il rincrescimento che si può avere perché oggi, a distanza di anni rispetto al boom mediatico, si riesce forse a iniziare a capire come utilizzare le piattaforme dei mondi virtuali sia per gli aspetti ludici, sia per quelli educativi nonché per finalità di comunicazione e di business.

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