Nur Moo, arte grafica al suo meglio

Nur Moo, arte grafica al suo meglio

Nur MooNur Moo non è certo un nome nuovo a chi si occupa di arte e mondi virtuali, basti pensare al meraviglioso articolo scritto su di lei da Beverly Millson, aka Bettina Tizzy, per Not Possible In RL. Nella sua vita reale graphic designer residente a Parma, Nur Moo è un’artista ormai affermata in Second Life oltre che in RL, come testimoniano i numerosi attestati ricevuti, dalla citazione sul numero di maggio di DayDreaming Magazine alla partecipazione a Rinascimento Virtuale, l’esposizione presso la Fortezza da Basso di Firenze delle opere di alcune decine di artisti virtuali promossa nel 2008 da Mario Gerosa (aka Frank Koolhaas), caporedattore italiano di AD – Architechtural Digest. E’ quindi una piacevole scoperta vedere alcune delle sue ultime opere inserite in Koinup e in particolare in Graphic Dreams. Parlare di Nur mi mette però in difficoltà: se finora sentivo di poter accostare lo stile di alcuni artisti virtuali ai grandi maestri del passato o anche ad artisti contemporanei, nel suo caso è quasi impossibile, troppo personale essendo lo stile.

A rischio di smentita (come sapete la mia recensione non viene preparata in alcun modo con l’interessata, che viene a sapere di essa solo una volta pubblicata) credo di poter dire che nell’opera di Nur Moo si scorgano tracce di surrealismo, ma anche di un segno grafico che a me personalmente ricorda quello di Escher e le sue illusioni. Vi sono richiami all’arte giapponese contemporanea (e non sarebbe una novità per un’artista europea), vi è un uso del colore molto distante da quello della “Mtv generation”, con toni poco saturi in grado di ricreare atmosfere rarefatte. Vi è spesso, nei suoi numerosi autoritratti, il tentativo di rivelarsi e allo stesso tempo nascondersi dietro la maschera dell’avatar, come già ha notato Bettina Tizzy.

Allora, siccome Nur è un’artista con la “A” maiuscola io mi faccio piccola piccola e taccio, lasciandovi il piacere di ammirare tutte le sue opere presenti su Koinup, fisse o in movimento, senza cercare di individuare quali siano le più rappresentative. Perché con Nur Moo è semplicemente impossibile ed è quindi meglio chiudere la bocca e spalancare gli occhi, sperando che voglia quanto prima ulteriormente arricchire la sua galleria con qualche esempio delle decine di altre sue opere, spesso frutto di sue istallazioni all’interno di Second Life.

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