Conformismo in Second Life – 2

Conformismo in Second Life – 2

Lookatmy Back conclude la sua chiacchierata sul tema di moda e conformismo in Second Life. Buona lettura!

Vi è mai capitato di entrare in un ambiente frequentato da molti avatar e, guardandovi intorno, sorprendervi nel constatare quanti gemelli e gemelle lo affollino? Ci sono periodi, luoghi o comunità nelle quali molti uomini virtuali hanno le stesse fattezze. Potreste estendere la medesima osservazione anche alle donne virtuali ma in tal caso avreste maggiori difficoltà: hanno una maggior varietà e scelta d’abbigliamento ed aspetto fisico dalla loro. Seguitemi, continuiamo ad osservare esempi di conformismo eccessivo: non sembra forse d’esser capitati nel bel mezzo di un esperimento di clonazione, tanto si somigliano i volti? Bella forza: hanno comperato la skin presso lo stesso negozio virtuale, portano le scarpe di quella stessa firma (virtuale) e nel guardaroba hanno tutti gli stessi vestiti! Galeotto fu il passaparola (o il copybot, ma questo è un discorso molto, molto differente e molto meno allegro, purtroppo)!

Lookatmy BackSconforto mi prende, talvolta, nell’osservare che molti si muovono nella stessa identica maniera, manco fossi finito (incubo!) in un video di Britney Spears! Ma che succede? Ah, tutti AO dello stesso fornitore, eh? Peggio che nella realtà! Per quale motivo il mio avatar dovrebbe assomigliare ad un modello di bellezza precostituito e già visto? Perché dovrei passare il mio tempo in una discoteca virtuale, magari “tacchinando” altri avatar, quando posso viaggiare senza sosta in un mondo che potrebbe nascondere una perla, una scheggia di unicità dietro qualunque angolo? Ho conosciuto avatar che pensavano, dopo svariati mesi, che Second Life fosse il solo piccolo continente nel quale erano nati. Beh, erano neofiti, mi direte. Non avevano mai aperto neppure la mappa per guardare oltre. Eh, già! Troppo impegnati a guardare altro, vero?

La Second Life che amo io è quella che sorprende, quella che non ti saresti mai aspettato, quella che non conosci e quella che non sembra un deja vù perché è stata costruita da una mente creativa ed originale. Certo può essere bello, rassicurante, forse anche interessante essere qualcosa di perfettamente plausibile e realistico in un mondo virtuale. Ma che stimolo avrebbe vivere una vita identica a quella reale, con gli stessi ritmi, le stesse aspirazione ed ambizioni fatto salvo l’avere un corpo più bello, con una personalità più graffiante ed un’aura più splendente e smagliante in quanto in grado di brillare di luce propria, protette e nascoste le nostre debolezze, insicurezze e paure dietro lo schermo? Sinceramente non saprei.

Vorrei non essere frainteso: ciascuno viva la sua vita, specialmente quando parliamo di bit.  Magari son io che non riesco a trovare la necessità, la volontà o l’aspirazione per dare ad una mia interfaccia un posto proprio, un’identità che imiti o aumenti la mia (avete presente il concetto di “augmented reality”?) che sia plausibile serva di una mia proiezione mentale  inserita in un tessuto sociale che imita la vita. Il mio avatar, in questo come in tutti gli altri mondi virtuali, resta per me un mero ammasso personalizzabile di pixel, una semplice chiave per accedere ad un sistema informatico visivo, immersivo ed interattivo.

Preferisco osservarlo nel suo mondo come maschera di una commedia senza tempo, senza stagioni e senza mode, totalmente prescindibile da me e viceversa. Preferisco sia lui a condurmi per mano nelle sue mirabolanti ed impossibili avventure, osservazioni, esplorazioni piuttosto che mettergli una catena al collo e fargli compiere quei gesti e quei rituali ai quali ci conformiamo quotidianamente per adempiere i quali dovrei costringerlo a snaturarsi, a rinunciare alla libertà di attore che il signor Rosedale ha inteso regalargli.

Non è una ribellione al sistema, la mia… al contrario! Non sono io a sovvertire le regole del mondo Linden! La mia è solo sete di non perdere il bello delle opportunità difformi e nuove per la comodità delle cose note, il mio modo di rispondere con lo spirito più aperto possibile alla chiamata di Philip Rosedale.  Conformare il povero signor Back alle mode o alla vita? Un giorno, forse. Oggi non ne ho né il tempo né la voglia! C’è ancora tanto da immaginare!

Related Articles