There.com ha chiuso

There.com ha chiuso

There.com saluta e chiude, mentre Oracle dopo aver acquisito Sun ha deciso di non dedicare ulteriori risorse al Progetto Wonderland (http://projectwonderland.com), che peraltro sta cercando di rimanere in vita come entità autonoma grazie a un nucleo dei suoi sviluppatori che ha creduto nella possibilità di uno sviluppo open source del progetto e che è ora in cerca di nuovi sostenitori, siano essi aziende profit o organizzazioni non profit.

Decisamente una fine inverno difficile per i mondi virtuali, dopo l’annuncio che il 9 marzo There.com chiuderà. “Diversamente da altri prodotti – spiega in un comunicato il fondatore e Ceo di There.com, Michael Wilson There.com era stato ideato come un posto in grado di essere accogliente e  confortevole per chiunque, non solo giocatori, non solo maggiorenni, non solo persone con computer di alta fascia o dotate di collegamenti a banda larga”.

There.comE se oggi molte di queste caratteristiche sono comuni, come pure l’attenzione affinché i contenuti generati dagli utenti non infrangano i diritti d’autore di marchi reali o anche di contenuti generati da altri utenti, nel 2003 erano abbastanza uniche da rendere There.com il primo posto dove erano considerate tutte assieme.

A uccidere There.com secondo Wilson è stato in una qualche misura il suo successo: dopo aver attratto nel corso degli anni milioni di persone e di aziende RL come Coca-Cola, CosmoGirl, Bebe, K-SWISS e SPIN, There.com ha subito più e peggio di altri mondi virtuali come Second Life gli effetti della recessione in cui da due anni è caduta l’economia statunitense e più in generale quella mondiale.

A fronte di un calo dei ricavi nonostante il continuo aumento degli iscritti, la risposta di There.com è stata l’introduzione di tutta una serie di nuove funzioni e interfacce, il miglioramento del livello di servizi offerti, il costante miglioramento del livello di “prima esperienza” per cercare di trattenere un maggior numero di utenti possibili (quello dell’abbandono da parte di gran parte degli utenti che provano a entrare una volta in un metaverso è un problema comune a tutti i mondi virtuali).

Ma alla fine “non abbiamo potuto curare la recessione” e a un certo punto la società sviluppatrice (Makena Technologies) ha dovuto “smettere di firmare assegni  per mantenere aperto il metaverso. Non c’è altro che vorremmo più che evita questo, ma There.com – ha concluso Wilson – è un business e un business che non è in grado di sostenersi non funziona”.

Così dal 9 marzo There.com spegne le luci e non sarà più online. Mors tua, vita mea: in internet si stanno già facendo pronostici su dove migreranno gli utenti orfani di There.com, ma la risposta non è così scontata visto che il mondo virtuale creato da Michael Wilson aveva finora delle caratteristiche abbastanza uniche e non del tutto assimilabili ai vari Second Life, Imvu, Frenzoo, Blue Mars, WoW o altri MMORPG/MMO.

Di certo oltre alla Linden Lab sperano di poter “intercettare” una parte dei flussi in entrata (se mai ve ne saranno) gli sviluppatori del Progetto Wonderland, che hanno deciso di continuarne lo sviluppo e cercare nuovi finanziatori dopo che Oracle ha annunciato di non voler investire altri fondi e li ha licenziati, mettendo di fatto una seria ipoteca sulla sua sopravvivenza.

There.com MapNicole Yankelovich, capo progettista fino al momento del licenziamento da parte di Oracle, si sforza di essere ottimista e sul blog ufficiale di Wonderland (ora su http://blogs.projectwonderland.com perché i blog di Sun-Oracle sono aperti solo ai dipendenti) spiega: “Per quanto ne sappiamo vi sono tre società che offrono al momento prodotti legati a Wonderland e otto aziende che offrono servizi di sviluppo del metaverso di Wonderland. In più vi sono numerosi progetti universitari e molte aziende che hanno apprezzato i vantaggi offerti da Wonderland rispetto ad altre piattaforme” e la gente continua a postare sui forum del sito ogni giorno.

Ciò nonostante, Wonderland sembra mancare ancora di una serie di funzionalità rispetto a Second Life o a OpenSim (ad esempio si possono importare e modificare oggetti, ma non possono essere creati all’interno di Wonderland al momento), mentre per alcuni sviluppatori in buoni rapporti con Sun e Oracle potrebbe essere difficile dedicare molte risorse ad un progetto open source. La crisi, insomma, sembra favorire Linden Lab: che questo possa favorirne anche gli utenti resta da vedere.

Related Articles

1 Comment

  • […] e High Fidelity, prima di fondare Wiggle Planet), “morto” nel 2010 come Mondivirtuali.it vi ha già raccontato There.com in realtà è ancora tra noi. E’ tornato in vita quasi subito, nel 2011, ma solo nel […]

Comments are closed.