Moda SL troppo poco virtuale

Moda SL troppo poco virtuale

Barerose ZodiacChe rapporto esiste tra Second Life e la moda RL? Un rapporto contrastato, a dispetto della rilevanza che il settore fashion ha nel mondo virtuale della Linden Lab. Di recente Wagner James (aka Hamlet Au, giornalista statunitese autore del blog New World Notes ed ex blogger ufficiale della Linden Lab) ha notato come la designer svedese Ann-Sofie Back (http://www.annsofieback.com/blog) abbia ammesso di aver tratto ispirazione per alcuni capi della sua ultima collezione da Second Life, ma di considerare il metaverso “persino più conformista del mondo reale”.

Secondo la Back il problema è che mentre l’editor di SL consente a un designer di creare virtualmente qualsiasi tipo di vestito o articolo di design, “la maggior parte delle persone vuole sembrare come Katie Price e Peter Andre e vestire come i concorrenti del Grande Fratello”. Il che è un atto di accusa che abbiamo sentito più volte in questi anni da parte di persone che il “fashion business” in SL conoscono approfonditamente (due nomi per tutti: la multimedia designer Diana Eugeni, aka Bianca Foulon, e Annemarie Perenti, le cui land Piazza Italia, Best of Italian e Rodeo Drive, nel frattempo tutte date in gestione, hanno attraversato indenni la fase di sboom di SL grazie alla specializzazione nello shopping e nella gestione di eventi di moda).

Patrizia BlessedIl problema, probabilmente, è duplice: da un lato chi in SL riveste il ruolo di designer non sempre lo è in RL (Ziamela Loon, aka Emanuela Trombetta, una dei nomi più affermati nel panorama italiano, nella vita di tutti i giorni lavora per l’azienda trasporti di Roma, Patrizia Blessed aka Patrizia Nofi è una web designer e l’elenco potrebbe continuare a lungo), per cui forse alcune soluzioni tecnico-stilistiche non è portato a vederle così immediatamente. Dall’altro lato la clientela potenziale è fatta, come in RL, da persone magari anche di una buona cultura generale ma non per questo dotate di una particolare attitudine al design o all’eleganza.

Ziamela LoonPer dirla tutta, ogni volta che qualcuno prova a proporre modelli appena più stravaganti, anche senza arrivare agli esempi, citati anche da Wagner James, di designer che per la loro originalità sono veri e propri artisti, tanto da entrare di diritto nella gallerie di proposte di Npirl (il blog curato a lungo da Bettina Tizzy e Alpha Auer, tuttora disponibile online quale sorta di archivio storico del costume di SL), quando qualche designer ha provato a produrre collezioni del tutto prive di una qualche parentela con la moda reale il riscontro commerciale è stato a dir poco traballante, con ben poche eccezioni. Insomma: sarà anche “your world, your immagination”, ma non basta saper fare sfoggio della propria fantasia se si vuole magari arrotondare il proprio stipendio reale con qualche euro fatto vendendo i propri prodotti virtuali. Nei mondi virtuali così come in quello reale alla fine è la legge della domanda e dell’offerta a prevalere.

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