Lookatmy Back, viaggiatore pop surreale

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    Lookatmy Back

    Il regista Marco Costa definisce l’estetica della “generazione Mtv”, quella che fa uso di colori molto saturi e decisi, come un tipico esempio di “pop surreale”. Personalmente non so se Lookatmy Back possa definirsi un artista pop surreale, di sicuro trovo che sia un grande viaggiatore e quindi probabilmente un buon sognatore (grafico e non). Che ami viaggiare lo si intuisce dalla varietà di piattaforme che utilizza per i suoi lavori, passando senza problemi da Second Life ai più diversi videogame come Divinity 2: Ego Draconis (di Larian Studios), utilizzato per “A volo di coccinella” o “Ain’t no rest for the wicked”, o Clive Barker’s Jericho (di Imajica Production-Alchemic Production-Codemaster), utilizzato per “Catenis Vinctus” e “Ab antiquo” o ancora Dragon Age: Origins (di BioWare e Electronic Arts) per “Ettore e Andromaca”.

    Lookatmy BackSi potrebbe da queste immagini e da numerose altre realizzate utilizzando l’editor di Second Life, come “Cartago delenda est” o “Fear of the dark”, pensare che Lookatmy Back ami unicamente la tematica epica e le suggestioni classiche, sebbene trattate con uno stile cyberpunk. Ma se scorrete il suo ricco stream su Koinup.com vi accorgerete che così non è. Guardate l’utilizzo dei colori in “Inner Sanctum” o in “Isolation is not good to me, I’m going crazy” o anche in “Psychedelic cliffs”, divenuta totalmente diversa dallo scatto originale, guardate l’esplosione di Mario di “The Fermi’s accident: MarioZ!” o il gioco di luci dell’ormai scomparso Tunnel of Light di “Eternity”: qui Lookatmy Back riesce a rileggere in ottica pop surreale o anche psichedelica immagini di un quotidiano virtuale non diversamente da come artisti pop come Andy Warhol sono riusciti a rileggere immagini e oggetti del quotidiano reale. Ho deciso: per me Lookatmy Back è un viaggiatore pop surreale.