Ecco a voi IMVU

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    Imvu chat room

    Imvu LukemarySe siete tra coloro che trovano Second Life troppo complessa per i loro gusti, un confronto con altri MMORPG, mondi virtuali e chat in 3D vi chiarirà le idee. Di recente un’amica mi ha suggerito di registrarmi e provare IMVU, un “instant messaging client” sviluppato dalla IMVU Inc. che al momento vede oltre 46 milioni di utenti registrati, con circa 6 milioni di visitatori unici mensili (quindi quasi 10 volte il numero di residenti attivi di Second Life) e che allo scorso ottobre risultava aver generato ricavi per 25 milioni di dollari (il programma attualmente genera circa 2 milioni di dollari di ricavi al mese quasi del tutto dovuti all’utilizzo dei servizi di messaging).

    IMVU è nata su iniziativa di Will Harvey, anche creatore di There.com, ed è nota per avere il maggiore catalogo di beni virtuali al mondo con oltre 4 milioni di articoli prodotti utilizzando un apposito software (l’Autodesk 3ds Max, già noto come 3D Studio MAX della Autodesk Media and Entertainment) da oltre 100 mila content creator, roba da far impallidire il metaverso della Linden Lab. Quanto basta per la mia curiosità per farci un salto e vedere di che si tratta (con l’avvertenza che anche IMVU, come SL, è formalmente in fase “beta” dall’aprile del 2004, dunque non è escluso che in futuro possa essere anche radicalmente differente dalla versione attuale).

    ImvuChe dire: abituato alla quasi infinita possibilità di personalizzazione del proprio avatar tornare a dover scegliere un pupazzetto tra un numero limitato di scelte e poter unicamente decidere quale capo d’abbigliamento aggiungere al mio inventario (come in SL alcuni sono gratuiti, altri a pagamento, anche se a differenza di SL si ha a disposizione fin dall’inizio 1.500 “crediti”, del valore di circa 3 capi d’abbigliamento a pagamento o una-due differenti “stanze”, ma se completate lo scarno tutorial ne guadagnerete altri 1.000) mi ha deluso, ma probabilmente per il target di utenti (direi decisamente adolescenti dato lo stile “cartoon” dei personaggi) una minore scelta significa minore indecisione. Ovviamente la minore scelta è anche nella qualità dei capi d’abbigliamento, almeno inizialmente, con t-shirt, camicie e completi “da gentleman” che agli occhi di un utente poco più che newbie di Second Life farebbero cadere le braccia.

    Farebbero perché di fatto il nostro pupazzetto in IMVU è quasi immobile, cosa forse logica visto che stiamo parlando di una chat o di un sistema di messaggeria istantanea e non di un vero mondo virtuale per cui i personaggi sono un elemento relativamente di contorno rispetto ai dialoghi. Si può infatti decidere di animare l’avatar (esattamente come su SL) facendogli parlare il “body talk” per meglio sottolineare i concetti espressi testualmente o in voice, ma non si può (a differenza di SL) né andare in visione soggettiva (anche se per il resto la cam può consentire di ruotare la visione esattamente come in SL), né camminare per gli ambienti: semplicemente spostando il mouse sui vari elementi dello scenario e cliccandovi sopra vedremo il nostro pupazzo assumere istantaneamente la postura (in piedi o seduta) programmata per quel particolare oggetto d’arredo (pavimento, sedie, divani etc).

    Imvu avatarsInsomma: IMVU mi ricorda le ormai “classiche” chat animate, che da anni, prima in 2D ed ora in 3D, animano il web e vista la storia che ne ha portato allo sviluppo sospetto che l’interazione tra giocatori (difficile chiamarli “residenti” dato il basso grado di immedesimazione percepito) si limita alla chiacchiera con altri giocatori (o a un gioco di ruolo molto limitato), a meno che non siate un grafico in grado di realizzare sfondi, capi d’abbigliamento, animazioni, pose e accessori vari per i personaggi da mettere in vendita all’interno del gioco. Lo confesso: abituato all’esperienza fortemente immersiva dei mondi virtuali stile Second Life e sicuramente a causa dell’età (ho 43 anni dopo tutto, non 20-22 come la maggioranza dei milioni di chatters su IMVU secondo le analisi di Kzero) uno sconforto mi ha preso dopo meno di un’ora di “esplorazione” (si fa per dire, non si può fare altro che entrare nelle varie “stanze” e mettersi a chattare, in testo o in voice, coi presenti, visto che al di fuori della rappresentazione tridimensionale della stanza vi è il vuoto cosmico) ed ho deciso di abbandonare, tornando ai miei impegni RL e ripromettendomi di passare quanto prima una serata in SL per riprendermi dallo “shock”.