L’arte di Ludwig Prinz

L’arte di Ludwig Prinz

Ludwig Prinz - Mimmi Boa

E’ uno dei più noti fotografi in Second Life, le sue opere sono comparse sulle principali riviste del metaverso. Lui è Ludwig Prinz e se avete anche solo una pallida idea di cosa voglia dire l’agenzia Modavia per il settore fashion in Second Life, allora avrete già riconosciuto le sue immagini. Come tutti, peraltro, anche Ludwig ha affinato la propria tecnica nel corso del tempo, lo potete notare se guardate le prime delle sue oltre 800 immagini su Koinup.com.

Il ritratto di Cadence Juran, Ceo di MetaNetwork Media, così come quello di Reean, dimostrano come Ludwig oltre un anno fa già cercasse di trasmettere con i suoi ritratti l’animo del giocatore dietro l’avatar. Ma gli avatar stessi, a partire dalla definizione delle skin e dei capelli, erano ancora relativamente “acerbi”, così come l’utilizzo delle luci e degli sfondi era relativamente povero di spessore. Solo poco tempo dopo con Mimmi Boa qui a lato (ok, lo ammetto, il ritratto di Mimmi lo conosco da tempo visto che in Second Life siamo “sorelle virtuali”) è già molto più maturo, lo sguardo della modella si fa più intenso, i toni della skin più morbidi e variegati, la luce concentra l’attenzione dello spettatore sulle labbra a sugli occhi di Mimmi.

Ludwig Prinz - Arhat BingviLudwig, che da sempre è a contatto con le più note top model virtuali del metaverso della Linden Lab, nonché con proprietarie di agenzia, manager e PR affermate, esplora anche canoni di bellezza “alternativi” a quello classico, vedasi qui a fianco il ritratto di Arhat Bingvi, e non disdegna qualche “divagazione” a spasso  per il metaverso (The Abyss ne è un esempio). Anche restando nel glamour, le sue immagini acquistano profondità e ricchezza di  dettagli (vedasi Tauna). Una crescita, quella di Ludwig, che va di pari passo con la crescita dei contenuti e delle caratteristiche del mondo viruale della Linden Lab, come si nota nel ritratto di Patrizia Blessed, stilista italiana di cui io stessa fui la PR manager agli esordi.

Insomma, sarà che molti dei soggetti immortalati da Ludwig sono persone di cui conosco bene la storia, sfogliando il suo album si ha l’impressione di vedersi scorrere davanti agli occhi la storia di Second Life ed ecco: l’arte diventa mezzo di testimonianza storica, di un mondo virtuale così come lo è sempre stata nel mondo reale.

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