Anno nuovo stesse storie

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    Avatar

    Anno nuovo, situazioni vecchie: a parte che anche nel 2010 l’Italia resta un paese dove il digital divide esiste fin dalle infrastrutture e non solo a livello culturale, pure l’atteggiamento di coloro che dovrebbero informare riguardo le nuove tecnologie e forme di espressione culturale e artistica resta prevedibilmente arcaico. Così non deve stupire se Avatar, il film di James Cameron uscito nelle sale cinematografiche di mezzo mondo il 4 dicembre scorso, in Italia ha debuttato solo il 15 gennaio 2010, per non “disturbare” i cinepanettoni delle varie case distributrici italiane (tra l’altro sempre quest’anno Disney dovrebbe far uscire Tron Legacy, a distanza di ben 28 anni dal cult movie originale).

    Di più, tra i primi commenti alla pellicola si è messo in luce quello de La Stampa secondo cui in rete si sostiene che il film “istiga al suicidio” o più in generale “il bisogno di evasione” dal reale, forse anche a causa della tecnologia 3D. Anche se non manca l’illustre psichiatra che ricorda come “la realtà virtuale non è la vita reale e non lo sarà mai”. Sinceramente non sentivamo il bisogno di questi allarmi e saggi consigli, che ci ricordano il fiume di parole già spese per commentare che il web prima e i social network e i mondi virtuali poi favoriscono “l’isolamento” e la crescita della “asocialità”. Come, negli anni Settanta, il rock appariva figlio del diavolo e distoglieva i giovani dai loro doveri inducendoli a comportamenti peccaminosi.

    Tron LegacyTutto già visto, tutto già sentito, in un Paese che invecchia sempre più rapidamente tanto dal punto di vista demografico quanto culturale, il cui sviluppo appare bloccato da anni senza che quasi alcuna voce si levi per protestare. Peccato, perché anche tra i “vecchi media” vi sono competenze eccellenti in grado di cogliere i cambiamenti del tempo e di proporre nuovi format, nuovi contenuti, nuovi modi di relazionarsi alla gente (basta seguire per qualche sera la programmazione di Rai4, ad esempio, per capire cosa un professionista come Carlo Fruttero è in grado di fare sfruttando gli spazi offerti dal digitale terrestre, affamato di contenuti non meno che di nuove identità di rete distinte dai vecchi canali generalisti). Per intanto a noi non resta che attendere di andare a vedere Avatar al cinema (in attesa di Tron Lecagy) e di capire se e quale effetto un prodotto “di massa” per eccellenza come il film di Cameron avrà nel far ritrovare interesse per i mondi e le identità virtuali, siano essi legati a Second Life o a nuovi progetti.

    Lukemary Slade
    Lukemary Slade is the Second Life avatar (created since March 8, 2007) of the editor in chief of Mondivirtuali.it, in RL a financial analyst and VR mentor always ready to talk about virtual and augmented reality, geek technologies and startups.

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