Redmoon Balut senza veli

Redmoon Balut senza veli

Redmoon BalutOsservare le immagini che Second Life ha reso possibile evocare nella fantasia di un’artista procura sempre una reazione nell’osservatore meno che distratto.

L’esperienza può rivelarsi più o meno piacevole o interessante a seconda che riusciate a entrare in sintonia con il messaggio, l’atmosfera, la sensazione che chi ha creato l’immagine ha voluto e saputo cogliere oppure no. Come in un gioco di specchi vedere rappresentate in forma grafica sogni ed emozioni di una persona fattasi avatar vi induce di solito a riflettere sulle vostre: sono simili o diverse rispetto a quelle proposte dall’artista? Le avreste rappresentate nello steso modo? O più banalmente, vi piace la sensazione che l’immagine vi procura o vi infastidisce e  perché?

Redmoon BalutQueste domande mi sono venute in mente poche sere fa quando ho avuto la fortuna di essere teleportato da Redmoon Balut, cara amica “virtuale” che sotto le feste natalizie ho avuto il piacere sia pur fugace di conoscere di persona, alla sua personale “Senza Veli”, un’istallazione fotografica tenutasi (purtroppo solo nella serata di lunedì 26 gennaio scorso) presso la land di Tuscany Square. Redmoon non ha bisogno di molte presentazioni, essendo da tempo uno dei personaggi più noti della comunità italiana in Second Life e in particolare già modella ed art director di Itland Entertainment nonché proprietaria della RB Art Gallery dove hanno già esposto alcuni artisti interessanti quali Maxsyd Mandel.

Le foto esposte a Tuscany Square proponevano tematiche tra loro anche differenti (non essendo unicamente glamour né fashion), ma tutte erano accomunate dalla scelta dell’artista Redmoon Balutdi “mettersi a nudo” come ci ha raccontato la stessa Redmoon durante la nostra permanenza alla mostra. Immagini certamente d’impatto, ma anche giocose, spesso sensuali eppure anche prive di malizia.

Alcune “in linea” con quanto ci saremmo aspettati dal “personaggio Redmoon”, altre decisamente sorprendenti e tali da farci finanche provare una sorta di pudore, di imbarazzo dovuto alla sensazione di complicità che si crea tra chi, come noi, osserva da un ideale buco della serratura una parte dell’animo di una persona e chi accetta di farsi osservare, appunto senza interporre, almeno per una volta, alcun velo.

Complimenti signorina Redmoon Balut, lei ci ha sorpreso ancora una volta, il che dopo quasi due anni di seconda vita la cosa è piacevole quasi quanto godere delle sue immagini digitali.

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