Mr Volare presenta Kublai

Mr Volare presenta Kublai

Mr Volare KublaiChe la creatività sia uno dei punti di forza dell’economia italiana è un dato di fatto, che una parte dello stato lo abbia compreso e lo voglia incentivare anche utilizzando canali innovativi come il web e Second Life è una bella novità rispetto ad un passato ancora recente. E’ dunque con molto interesse che in queste settimane si è iniziato a parlare di un progetto pilota, Kublai, promosso dal Laboratorio per le politiche di sviluppo del ministero dello Sviluppo Economico ed attuato attraverso Studiare Sviluppo, che si propone di individuare e collegare persone che abbiano idee e progetti in tutti i settori legati alla creatività, sollecitandoli a proporre e realizzare progetti di sviluppo locale.

L’obiettivo, insomma, non è quello di finanziare idee o aziende, quanto di giungere alla formazione di una rete di creativi che metta in comunicazione persone e idee e che si autosostenga nel tempo. Un primo appuntamento sarà, a inizio 2009, quello con gli “Awards dello sviluppo locale”, come ci ha spiegato Mr Volare (aka Alberto Cottica, coordinatore del progetto, per conoscere meglio il quale vi suggerisco una visita a http://www.cottica.net o http://alberto.cottica.net), da noi incontrato domenica 18 maggio in Second Life, al termine della prima conferenza/festa dei creativi organizzata dal progetto Kublai (e qui un doveroso ringraziamento va alla sempre disponibile Roberta Greenfield, per una volta semplice ospite della manifestazione, che ci ha subito messo in contatto con Alberto), festa dove tra i molti creativi presenti abbiamo notato notati Cindy Looby, Pico Miles e Ginevra Lancaster, solo per citarne alcuni. Ma eccovi il succo delle nostre chiacchiere.

Lukemary Slade: Allora anzitutto buonasera e grazie.

Mr Volare: Buonasera e grazie a te.

LS: La prima domanda è d’obbligo, quali sono le motivazioni che hanno spinto il ministero a promuovere Kublai?

MV: Il ministero vuole sperimentare delle forme di coinvolgimento dei creativi italiani nelle politiche di sviluppo. Esiste una cosa che si chiama Laboratorio di politiche per lo sviluppo, è uno spazio di dibattito e ricerca in seno al Ministero. Il Laboratorio promuove Kublai come ambiente multicanale di progettazione p2p per i creativi che intendono fare progetti con ricadute territoriali. Se ci pensi è ovvio che la creatività sia una forza di sviluppo, la creatività è cugina dell’innovazione.

LS: Certo… per creatività cosa intendete però nello specifico? creatività come designer e builder o anche nuove forme imprenditoriali/organizzative/di comunicazione etc?

MV: La definizione che adottiamo è la stessa del governo inglese: le arti, il software, la moda, il design, qualche altra cosa tipo artigianato artistico.

LS: E per chi in SL sperimenta nuove forme di comunicazione ad esempio? penso a progetti di ospedali che qui stanno curando le relazioni con i pazienti, o regioni (vedi Toscana) che qui si promuovono, imprenditori dell’entertainment che provano nuove esperienze di web2.0… per loro ci sarà qualcosa in futuro?

KublaiMV: Dicevo prima (durante la conferenza di presentazione del  progetto, ndr) che la creatività ha bisogno di tecnologia. Io mi occupo di musica, figurati. Tutto passa dal web e dai social network, è lì che si costruiscono i nuovi modelli di business.

LS: Certo, per la musica ho visto che in SL si sta facendo molto, specie ma non solo nelle land straniere… e che in generale la gestione delle relazioni è in fondo alla base di questo ambiente no?

MV: Mah, guarda: Kublai è un po’ diverso da altri progetti che vedi in SL, perché per noi SL è meno centrale. Per incontrare i creativi e interagire con loro usiamo SL. Usiamo il web. Usiamo il treno e l’aereo

LS: Quindi un progetto multicanale.

MV: Assolutamente. E  i progetti a cui puntiamo saranno per la maggior parte fatti in RL; SL è come il telefono, è un medium, anche se questo non esclude che poi qualcuno proponga progetti in cui SL è centrale! Però abbiamo dentro festival musicali, di cinema….

LS: Del resto forse una maggiore interrelazione SL-RL, una volta passato l’hype mediatico iniziale, è la strada da seguire, non pensate?

MV: Assolutamente! Anzi, per essere sincero ti dico una cosa che può risultare impopolare: prima facevo qualche esempio. Tu sei stato a Mantova prima che cominciassero a farci Festivaletteratura? Era una città di servizi per l’agricoltura della provincia, ci andavi per il consorzio agrario, per il mercato ecc.

LS: Veramente io son stato a Mantova da che ero bambino per vedere il Palazzo Ducale…

MV: Sì poi c’era il Palazzo Ducale, ma i mantovani pensavano alla loro città come una città di servizi al settore agricolo. Festivaletteratura non è solo un evento che funziona, è una cosa che cambia il modo di percepire quel territorio, ne cambia l’identità. Disegna un sentiero di sviluppo. Questo si può fare anche molto in piccolo, sai?

LS: Oh sì, ne son convinto, il limite semmai è avere una certa stabilità dei programmi immagino e una certa serietà da parte di chi intraprende

MV: Ci sono limiti dappertutto. Ma, per la prima volta, c’è una minoranza dotata di un certo potere – sia nel settore pubblico che in quello privato – che crede che la vera risorsa scarsa siano le idee buone e la gente disposta a farsene carico per realizzarle. Quindi questo pezzo di Stato si muove per cercare i creativi e cerca di metterli in condizione di progettare, tutto torna!

LS: Bene! Allora ti chiedo un suggerimento a chi legge il pezzo e dice “voglio provarci, che debbo fare“? A parte registrarsi sul vostro sito.

MV: Fondamentalmente la cosa da fare è quella. Avere un’idea, crederci, sforzarsi di renderla comunicabile. Noi mettiamo un po’ di accompagnamento alle risorse per lo sviluppo, soprattutto nel Mezzogiorno.

LS: Nel caso di idee approvate e giunte alla fase realizzativa, prevedete anche un cofinanziamento o solo attività di supporto e promozione (oltre che studio)?

MV: No, non finanziamo, per molte ragioni, faremo però una premialità non finanziaria: gli “Awards dello sviluppo locale“, appunto, a inizio 2009. Crediamo che questo tipo di visibilità, un “timbro istituzionale“, sia un buon viatico per parlare con le Regioni, che sono quelle cha hanno le risorse.

LS: Dunque Kublai come primo passo, anche istituzionalmente, per promuovere la creatività, poi ognuno ai vari livelli dovrà/potrà fare la sua parte?

MV: Beh, le idee forti vanno avanti. Noi mettiamo dei puntatori e un po’ di conoscenza del territorio istituzionale.

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