Intervista a Mimmi Boa, modella virtuale

Intervista a Mimmi Boa, modella virtuale

Mimmi Boa modella virtualeAbbiamo incontrato un’altra frequentatrice d’eccezione di Piazza Italia, la modella Mimmi Boa, che in un momento di pausa tra una sfilata e l’altra è venuta a salutarmi nel “cantiere” della nuova sede della Jen School & Fashion (di cui avrò modo di parlarvi presto) insieme al marito virtuale, il modello Salvo Waydelich.

Ne ho approfittato per fare a Mimmi alcune domande ottenendo delle risposte molto interessanti. Ma lascio a voi il giudizio.

Luciana Pinazzo: Prima domanda d’obbligo, come e quando nasce Mimmi Boa su SL?

Mimmi Boa: Mimmi Boa nasce il 20 maggio 2007 per curiosità, dopo avere sentito un servizio alla televisione della Svizzera italiana. Ho provato ad entrare, mi sembrava simpatico ma non ci ho dato molto peso. Anzi ricordo che mi chiedevo: ma come si può divertire andando a ballare qui??? Baciarsi??? Mi sembrano tutti pazzi!

Mimmi Boa e la moda virtuale

L.P.: Hai pensato subito alla moda?

M. B.: Beh, io sono entrata e subito ho creato una “bambolona super sexy”, perché io sono un po’ così anche in RL, sono un ex modella e, nonostante non abbia più 20 anni, mi difendo! Il fashion è arrivato di conseguenza, piano piano, con Miss Italia e con l’incontro che ha cambiato la mia vita,  con Salvo Waydelich, mio marito SL oltre che un modello piuttosto famoso in Second Life.

L.P.: Se si vuole sfondare nel settore del fashion, meglio un’agenzia internazionale o una italiana?

M.B.: Onestamente devo dire che io lavoro con grosse agenzie americane e mi trovo davvero bene: organizzazione capillare, precisione maniacale ma show perfetti. In land italiane ho lavorato e ci lavorerò ancora molto, soprattutto perché come sai ora sono la testimonial della JenSchool&Services ed inoltre faccio anche parte di un’altra agenzia. Complessivamente però nelle land italiane dove ho fatto sfilate, ho trovato molto lag ed ho notato come gli italiani lavorino diversamente, almeno quelli con cui ho collaborato fino ad ora.

L.P.: Il segreto per uno show perfetto e per potervi prendere parte come modella?

M.B.: Il segreto (lag permettendo) è provare, provare e provare. Avere i folder con gli abiti pronti di tutto, abiti, accessori, capelli, manicure, le pose caricate e massima concentrazione. Per essere scelta in un fashion show beh, devi avere dimostrato che sei affidabile e seria, ma contro il “signor lag” si può far poco.

I segreti di una sfilata virtuale perfetta

L.P.: Jennyfer Miles, owner della JenSchool&Services, mi disse tempo fa che vedeva ancora un certo gap tra le land (e agenzie) italiane e straniere, sei anche tu d’accordo? O pensi che si sta riducendo questo svantaggio per la comunità italiana?

Mimmi BoaM. B.: Concordo con Jennyfer, bisogna ancora lavorarci, anche se si sta migliorando molto.

L.P.: In cosa si potrebbe migliorare ancora a tuo parere: solo nell’organizzazione o anche nella concezione stessa degli eventi e degli show?

M.B.: Bisogna improvvisare di meno, iniziando dalla sfilata vera e propria dalla presentazione, selezionando le modelle e i modelli in base al loro modo di porsi.

Salvo Waydelich: Anche il pubblico non sempre è all’altezza.

L.P.: Un suggerimento per una ragazza che volesse provare a intraprendere la “carriera” di modella in SL? Ed uno per gli organizzatori di show italiani?

M.B.: Per una ragazza: mai credere di essere la più bella, meglio armarsi di umiltà e buona predisposizione ad imparare. Andare a cercare i gruppi di modelli famosi e aggregarsi in attesa che arrivino proposte o application e lavorare duro per creare un look UNICO. Non serve essere perfette ma UNICHE:  questo consiglio arriva dall’alto di Modavia, da Dea Mills, ed io stessa ne ho fatto tesoro. Per un organizzatore ribadisco: bisogna fare prove e non raffazzonare modelle e modelli all’ultimo minuto, pianificare, provare e fare anche un discorsetto di buone maniere. Troppe volte ho visto modelle chattare dal palco, è assurdo! In una delle nostre agenzie internazionali vieni buttato fuori al volo, ci vuole metodo, tutto qui.

L.P.: Salvo diceva giustamente che a volte anche il pubblico può essere un problema.

M.B.:  Tesoro… questa è una spina nel fianco della comunità italiana: gli unici show dove veramente ho sentito cose sgradevoli sono stati show in land italiane, solo che non puoi selezionare il pubblico, a meno che non sia una sfilata a porte chiuse e a invito.

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