Secondo evento antimafia in SL

Secondo evento antimafia in SL

Second Life è sempre più un’estensione e non una semplice “via di fuga” dalla vita reale di tutti i giorni, un’estensione che può offrire spunti molto interessanti a chi abbia la capacità e il coraggio di osare.

L’ennesima riprova l’abbiamo avuta ieri, nel corso di una chiacchierata con Tano Grasso (aka Geco Mayo in SL), presidente della Federazione Italiana Antiracket, e Antonio Galante (aka Pico Miles) ex dirigente dell’Aciap (Associazione antiracket della città di Patti).

Chiacchierata organizzata nell’ambito del secondo evento antimafia organizzato da Marcello Barbata (aka Joey Dhara) gestore di Sikania (la comunità siciliana di SL) e Giraffa Edizioni su Second Life, presso la sede dell’agenzia di comunicazione NinetyNine (Romero 51, 215, 22),  nel 15esimo anniversario della strage di Via d’Amelio, dove morirono il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta: Emanuela Loi, Claudio Traina, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Walter Cesina.

L’incontro, che segue una prima iniziativa svoltasi lo scorso 23 maggio, anniversario della strage di Capaci (per maggiori informazioni vedi su: http://www.manfredimente.it/?cat=29) si è svolto all’interno dell’installazione che ha inteso ricostruire il catastrofico scenario di Via d’Amelio sventrata dall’esplosione in quel 19 luglio del 1992, dominato da in tre distinte aree di streaming video venivano proiettati un intervento del giudice pronunciato dopo la strage di Capaci dove morirono l’amico e collega Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta, alcuni monologhi tratti dallo spettacolo “Paolo Borsellino – EssendoStato” di Ruggero Cappuccio e un video inedito dedicato alla lettura dell’introduzione del maxiprocesso da parte di David Coco, protagonista del film “L’uomo di Vetro” di Stefano Incerti.

Tante le domande da parte dei molti giornalisti presenti che hanno portato ad un’ora di “chiacchiarata” che ha spaziato dall’attività delle associazioni antiracket alla politica, dalle indiscrezioni su nuove inchieste sulla strage di Via d’Amelio al supposto imborghesimento della mafia.

Smentendo facili ottimismi Tano Grasso ha spiegato che non si può parlare “di una mafia così indebolita: sicuramente un decennio addietro si era vicini alla possibilità di sferrare il colpo di grazia, oggi purtroppo non è così, anzi lo stesso livello di conoscenza della mafia per alcuni aspetti è assolutamente inadeguato. Basti pensare al flusso di capitale di provenienza mafiosa in aree non mafiose e alle conseguenti attività di riciclaggio sia nel nord Italia che all’estero”.

A chi chiedeva se si potrà mai ricreare una situazione come quella che riuscirono a creare il pool antimafia di Palermo, raggiungendo una forte e capace azione di contrasto, Mayo ha risposto: “A seguito delle stragi del ’92 si raggiunse il punto più alto nell’attività anti mafia nel nostro paese; primo: ci fu una reazione della società civile per la prima volta in una dimensione di massa; secondo: per la prima volta la questione della mafia divenne una delle principali questioni nazionali e ha riguardato l’opinione pubblica anche del nord Italia; in terzo luogo nel nome di Falcone e Borsellino è cresciuta una nuova generazione di magistrati e investigatori”.

“Questi elementi hanno fatto sì che come abbiamo già detto più di 10 anni fa si era arrivati vicini al colpo di grazia”. “Il problema – ha concluso Mayo – è perchè oggi non ci sono più alcune di quelle condizioni. A tal proposito vi è una responsabilità primaria della politica”.

E a Zok Ochs, di Giraffa Edizioni (Chiara Campione in RL, che ha fondato la casa editrice “virtuale” insieme a Ignatio Roffo, ovvero Manfredi Giffone, e Oreste Rossini) che chiedeva: “Lei fu il primo commissario ordinario della commissione antiracket… non mi sono però chiarissime le ragioni per cui si dimise”, Grasso/Mayo ha risposto senza peli sulla lingua: “Fui uno dei primi ad essere cacciato con un provvedimento discutibile dal governo Berlusconi nel 2001. Le dimissioni furono solo una formalità, venni cacciato da quell’incarico”.

E quando Zok Ochs ha insistito: “Cosa pensa invece del fatto che nelle ultime due commissioni antimafia si sono registrate presenze di personaggi inquisiti a volte per associazione mafiosa?”, l’imperturbabile avatar di Geco Mayo ha risposto secco: “Questo è un sintomo di quanto sia inadeguata la sensibilità delle forze politiche”.

E la sua prima conferenza nel “nuovo mondo” di SL, che impressione ha fatto a Tano Grasso? “Mi dispiace deludervi ma io sono all’antica, quando discuto con delle persone debbo sentire il loro respiro. Comunque grazie per l’occasione e se volete mi piacerebbe tornare a discutere con voi di una proposta avanzata dal nostro movimento che prevede l’obbligo della denuncia stabilito per legge”.

Immediatamente Zok Ochs coglie la palla al balzo e propone: “Un nostro gruppo antimafia sta elaborando un grosso progetto per la costruzione di un’isola della legalità su Second Life… potremmo con questa vostra presenza virtuale farvi impegnare a farvi partecipare alle nostre future iniziative?” e a Grasso/Mayo non resta che arrendersi: “Certo”.

A questo punto è tempo per gli ultimi saluti, la RL chiama il relatore ad un incontro a Napoli con la locale associazione antiracket e i giornalisti presenti in “penna e avatar” al loro lavoro in redazione, come nel caso del sottoscritto.

Qualche ultima richiesta di informazione agli organizzatori (come il numero di visite alla sim, che nel momento in cui scriviamo il pezzo hanno già superato le 500), una rapida visita all’istallazione, davvero impressionante e ben fatta, e via, gli avatar scompaiono uno ad uno non dopo aver scambiato alacremente le rispettive “friendship”. Second Life è anche questo, la possibilità di far interagire la realtà costruendosi una rete di contatti “virtuali” molte volte impensabili in RL ma preziosissimi.

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