Corsa all’oro in Second Life

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    Second Life

    Second Life, corsa all’oro virtuale

    second life 2003La “corsa all’oro” in Second Life è iniziata. A guadagnarci finora, oltre alla stessa Linden Lab, società californiana guidata da Philip Rosedale che ha creato e sviluppato il mondo virtuale, e alla citatissima Anshe Chung Studios Ltd, creata da Ailin Graef, meglio nota con lo pseudonimo di Anshe Chung, nel cui capitale nel gennaio 2007 è entrato con una quota del 10% la tedesca Samwer Brothers (già nota per aver lanciato il sito di aste online alano.de e per aver fondato e poi rivenduto a Verisign per 270 milioni di dollari Jamba!), sono davvero in pochi, almeno in termini RL.

    Ma il sogno sembra lì a portata di mano, con la fatidica domanda “where can I find a job?” seconda nelle statistiche alla sola “wanna do sex?” ad indicare che, per quanto nata per fini ludici, SL è riuscita ad affascinarci così tanto che in molti speriamo possa diventare se non la nostra vita almeno un modo per rendere essa, anche finanziariamente, più interessante.

    Second Life: gli italiani sono 70 mila

    A guidare la corsa a questo nuovo Eldorado, almeno per la comunità italiana, che con i suoi 60-70 mila “residenti” realmente attivi è ad oggi la seconda comunità di Eurolandia dopo la Germania, la quarta al mondo dopo anche Stati Uniti e Gran Bretagna, sono per il momento aziende di piccole e medie dimensioni, impegnate nella realizzazione di “isole” (Sim, unità di simulazione) che riproducano da ambienti fantasy come Legenda (ceduta qualche giorno fa per 9.600 euro) a vere e proprie riproduzioni digitalizzate di città e territori italiani.

    Sullo sfondo restano colossi dell’editoria come Il Giornale o La Repubblica, che sperano forse di replicare il “boom” anche borsistico della prima bolla delle new economy vissuta sul finire degli anni Novanta ma che ancora non appaiono in grado di offrire ciò che i residenti di SL cercano.

    Una community online in grado di offrire non tanto notizie quanto una serie di guide che grazie al proprio vissuto e ai propri gusti soggettivi possano aiutare a fruire pienamente e nel modo più piacevole dell’esperienza legata alla “seconda vita”.

    La sfida per ora è limitata a pochissimi nomi: dal romano Bruno Cerboni, con la sua Virtual Italian Parks proprietario di 14 isole (tra cui la citatissima Parioli), al torinese Domenico Pellegrino, che con Pesca Virtual Reality, divisione della Sispac Srl, è fondatore e proprietario di isole come Pantalica e Cinque Terre. Oppure Carlo Biscaretti di Ruffia (aka Basil Coage) anch’egli di Torino, fondatore e presidente di Gruppo Gnosys (azienda che si occupa di sicurezza informatica), che col progetto Italia Vera già dispone di 11 isole dedicate ad altrettante città (al momento chiuse al pubblico, la prima, Torino, dovrebbe aprire entro il 19 luglio) e che ha appena comprato, appunto, Legenda.

    Si tratta di una sfida aperta nella quale mancano fraintendimenti e veri e propri colpi bassi. Dell’uno o dell’altro, scegliete voi amici, siamo stati oggetti anche noi di Slnn.it/Mondivirtuali.it, avendo ricevuto poche ore fa questa singolare missiva:

    Hi,

    Your website, www.slnn.it is in violation of copyright and IP rights on the  website www.slnn.com. I would like to ask you to close down your site “second life news network”. The alternative is the both of us spending time and effort, and the result will be the same. You are not allowed to create a similar brand name simply because the language in which the product is delivered is different. Let me know what you are going to do about this.

    Thank you,

    Jules Vos / Doeko

    Per chi non lo sapesse Jules Vos, aka Doeko Cassidy, è un content developer olandese ideatore di Slnn.com, sito di informazione (con relativa redazione “virtuale” in SL) che si propone di “serving people unbiased and objective  information about relevant topics on a daily basis”.

    Ottimo proposito ed obiettivamente ottimo progetto, cui auguriamo ogni fortuna, peccato che poi pretenda senza avere alcun diritto di appropriarsi di termini d’uso quotidiano come “news” e “network” (che se non andiamo errati dovrebbero essere stati usati da un’aziendina RL, tale Cnn, o Cable News Network che dir si voglia… l’amico Doeko avrà minacciato perentoriamente anche loro?

    O magari teme si possa verificare l’opposto?) fornendo così un’informazione molto poco obiettiva su un argomento rilevante, almeno per noi di SLnn.it/Mondivirtuali.it.

    (N. B. a distanza di qualche anno da questo articolo di SLnn.com restano poche tracce sul web, noi di SLnn.it /Mondivirtuali.it siamo ancora qui. Forse non avevamo tutti i torti a ignorare questa piccola provocazione…)